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Chi l'ha visto? Kean e un'altra prova incolore: si è smarrito il bomber che flexava agli avversari

di Ludovico Mauro

Doveva essere la gara del suo ritorno, con prepotenza. Invece, Fiorentina-Milan è stata l’ennesima prova opaca della stagione di Moise Kean. Il centravanti che l’anno scorso era un mattatore continuo, che a suon di gol trascinava la squadra viola, nel 2025/26 non si è quasi mai visto. Sicuramente i recenti problemi alla caviglia non hanno aiutato, ma il match di ieri che sarebbe stato quello del suo rientro tra i titolari, ha confermato una volta ancora che De Gea e compagni hanno smarrito il bomber che credevano di avere in casa dopo la scorsa annata.

Un’altra gara incolore
Per fotografare al meglio la prestazione offerta dall’attaccante contro i rossoneri, viene bene in soccorso il giudizio espresso oggi da La Nazione: "Tanto movimento (perché in effetti ha corso moltissimo); poca partecipazione alla manovra d’attacco corale (ovvero incursioni a testa bassa senza dialogare con Gud, o gli uomini della mediana); specchio della porta inquadrato in modo imperfetto, quasi, come un centravanti... qualunque. Lo scorso anno sarebbe finita diversamente e forse anche i guai viola nascono parzialmente da qui". Poco da aggiungere, col giocatore che è parso lontano parente del nove completo che aveva Palladino: ieri ha perso alcuni palloni che l’anno scorso non gli venivano mai portati via - specialmente spalle alla porta nella copertura della sfera, dove l’anno scorso flexava in faccia agli avversari -, col gol divorato di fronte a Maignan che conferma lo status di bomber inceppato per l’ennesima volta.

I segnali della squadra da sfruttare al meglio
Kean non ruggisce come faceva lo scorso campionato, basti pensare che di questi tempi era già a 14 reti in stagione contro le 6 attuali, mentre il momento generale della squadra lascia pensare a tutt’altro. E proprio qua può trovarsi la chiave migliore per lo stesso attaccante: i compagni iniziano a girare nel verso giusto e Kean può trarre giovamento dalle prestazioni altrui. Se Gudmundsson e Fagioli (che ora funzionano) sono ispirati, sarà più semplice mettere l’ex Juve in condizioni di segnare. Lo stesso vale con tutti gli altri nei suoi confronti, a patto che lui stesso si tolga davvero questo torpore di dosso e cominci a tornare quel bomber tanto apprezzato con Palladino in panchina.


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