Chi si rivede! Nicolussi Caviglia, un mese e mezzo dopo l’Odissea viola
Più che un’Iliade, l’avventura di Hans Nicolussi Caviglia alla Fiorentina è stata un’Odissea. Della quale il ragazzo ha vissuto travaglio e ostacoli. Tutto è iniziato dalla rivelazione dello stesso Nicolussi, che nella conferenza stampa di prestazione a Firenze parlò della sua predilezione per i poemi omerici suscitando la curiosità generale. Il classe 2000 ha provato a portare in campo l’epica della cultura greca, senza però grande successo.
Dalle grandi attese alla disillusione.
L’aspettativa sul suo conto era ben altra, tanto più che l’accordo raggiunto dalla Fiorentina col Venezia prevedeva il riscatto obbligatorio al raggiungimento del 50% delle presenze stagionali del centrocampista. Una condizione che inizialmente sembrava scontata. Poi l’inaspettata involuzione di un ragazzo silenzioso, forse travolto dallo smarrimento generale, senz'altro incapace di sostenere il peso di una stagione maledetta.
La panchina e il passaggio al Parma.
Man mano sempre meno spazio, fino al battesimo di Fagioli come titolare fisso della formazione di Vanoli. A quel punto la società ha valutato con l’entourage di Nicolussi Caviglia che fosse il caso di separarsi. Per il bene di tutti. A fine gennaio l’occasione giusta: il Parma. Così Venezia e Fiorentina hanno risolto il prestito, e il giocatore è stato girato ai Ducali. Domani il suo ritorno al Franchi, un mese e mezzo dopo l'ultima convocazione viola.