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Con la Lazio è match point salvezza: vincere per mettersi alle spalle l'annus horribilis

di Alessandro Di Nardo

La buona notizia è arrivata da Cagliari (e anche un po' da Torino e Roma): i primi tre risultati della trentaduesima giornata di campionato sanciscono che Pisa - sconfitta ieri per 3-0 dalla Roma con tripletta di Malen - e Verona - ko all'Olimpico Grande Torino con reti di Giovanni Simeone e Cesare Casadei (intervallate dal momentaneo 1-1 di Kieron Bowie) hanno di fatto solo la matematica dalla loro per dirsi ancora in Serie A, e il terzo posto retrocessione sembra prenotato dalla Cremonese, che dopo aver battuto un colpo alla prima con Marco Giampaolo in panchina ha perso contro Bologna e oggi Cagliari (decisivo il centro di Sebastiano Esposito).

Andando in ordine crescente di punti, Pisa e Verona a 18 - ormai spacciate -, poi sopra Cremonese a 27 (al pari col Lecce, che giocherà domani a Bologna), Torino e Cagliari con i tre punti di oggi si tirano fuori in pratica definitivamente dalla bagarre e potrebbe raggiungerli anche la Fiorentina, attualmente a 32 punti. La squadra di Paolo Vanoli è a +5 dalla zona rossa, un dato che potrebbe diventare +8 in caso di successo lunedì sera contro una Lazio alienata da un ambiente glaciale e che non ha più nulla da chiedere al campionato. Con una vittoria - e un +8 a 8 giornate dal termine, la salvezza sarebbe quasi in tasca (mancherebbero di fatto tre-quattro punti nelle ultime otto). Forse per questo Vanoli ha risposto con un secco 'No' nella conferenza stampa pre-Crystal Palace a chi gli chiedeva se quella di Londra fosse la gara più importante dell'annata. Lui è arrivato a novembre, con una squadra ultimissima e senza vittorie, con un solo obiettivo: salvare una barca che stava affondando.

Può non far piacere ma è questo lo scudetto di questa Fiorentina, che lunedì può in teoria archiviare un anno che - con la più che probabile eliminazione ai quarti di Conference dal Palace, a meno di uno scenario da fantascienza al ritorno - sarà comunque una delle peggiori nella centenaria storia del club gigliato. Fiorentina-Lazio vale tutto, lo sa la squadra, che vuole lasciarsi il prima possibile l'incubo alle spalle. Lo sa anche la piazza che seppur consapevole è rimasta tradita più volte - per ultimo a Selhurst Park, col 3-0 con il Crystal Palace e la contestazione finale - da giocatori e staff tecnico in generale. Per questo, a quarantotto ore dalla sfida ai biancocelesti, il Franchi, seppur come sempre a 'sold out facilitato' (il massimo della capienza sarà sempre di circa 22mila spettatori) è molto lontano dall'essere tutto esaurito, 17mila presenti stimati finora in una serata che potrebbe chiudere questa brutta pagina di storia.


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