Dal lampo dell'Olimpico al buio di Londra, la Fiorentina è ancora in attesa del vero Gosens
Sono passati 95 giorni dalla sfida di andata tra Fiorentina e Lazio. Era il 7 gennaio del 2026 e una Viola reduce dalla vittoria in extremis contro la Cremonese al Franchi, con gol di Kean, arrivava all’Olimpico con l’obiettivo di provare a dare continuità a quello che poi è stato il filotto di quattro risultati utili consecutivi di inizio anno. Ecco, in quella partita iniziava a riprendere confidenza col campo, e ritrovava la titolarità dopo circa tre mesi di stop, Robin Gosens.
Il gol dell'andata all'Olimpico
Il tedesco, reduce da un lungo infortunio muscolare, in una prestazione non eccellente, riuscì comunque a trovare la via del gol del momentaneo 1-1. Una bella conclusione al volo di mancino che aveva ricordato anche se solo per qualche momento il Gosens ammirato la scorsa stagione. Purtroppo a posteriori possiamo dire che quella rete non è stata il preludio a un ritorno a pieno regime di uno dei migliori laterali dello scorso campionato, ma piuttosto una falsa illusione per un calciatore che, come confermato dalla prestazione contro il Crystal Palace di giovedì, è in netto calo fisico e di prestazioni.
La prestazione con il Crystal Palace
Per capirlo basterebbero pochissimi dettagli. Uno su tutti come Gosens ha gestito quelle poche palle transizione che i viola hanno avuto a Londra, calciando male al volo da fuori area nel primo tempo (conclusione che è lontana parente di quella che ha portato appunto al goal contro i biancocelesti all’andata) e poi sbagliando una serie di scelte negli ultimi passaggi frutto di una scarsa lucidità per un giocatore che ha palesemente, al pari di tanti suoi compagni, subito il ritmo elevato imposto dalla squadra di Glasner.
Un futuro da scrivere
Gosens è reduce inoltre da un periodo di grande stress a livello di minutaggio. L’assenza di Parisi, oltre anche a quella di Fortini, lo hanno portato a dover giocare quasi sempre nelle ultime partite, siamo a 337 minuti disputati nelle ultime quattro di campionato, dopo invece quattro panchine consecutive precedenti. Ora, immaginare che Robin possa tornare ai livelli ammirati sotto la gestione Palladino sembra quasi impossibile. L'ex Atalanta e Inter infatti va per i 32 anni e probabilmente il meglio in carriera lo ha già fatto vedere. In attesa però di arrivare alle valutazioni finali sul suo futuro a Firenze, che inevitabilmente verranno fatte in estate, a questa Fiorentina serve ancora un sussulto da parte di Gosens. Magari già a partire dalla partita di domani contro la Lazio.