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Dodo in dubbio per Verona: ecco le mosse di Vanoli per la fascia destra

di Andrea Giannattasio

C’è un’ombra che si allunga sul prossimo impegno della Fiorentina, e ha la forma di uno stop muscolare che rischia di cambiare i piani di Paolo Vanoli. Durante l’allenamento a porte aperte al Viola Park di sabato, Dodo ha alzato bandiera bianca anzitempo, fermato da un problema ai flessori della coscia destra che ha immediatamente fatto scattare l’allarme nello staff medico viola. Il brasiliano, visibilmente contrariato al momento dell’uscita dal campo, ha però provato a rassicurare nelle ore successive chi gli è vicino, mostrando un cauto ottimismo sulle sue condizioni. Le risposte definitive arriveranno soltanto con il report medico atteso nelle prossime ore, ma la sensazione è che per la trasferta di Verona la prudenza possa prevalere, anche alla luce del fitto calendario che attende De Gea e compagni dopo la sosta: cinque partite in appena diciassette giorni tra campionato e Conference.

Le opzioni di Vanoli: tra emergenza e adattamenti
Se l’assenza di Dodo dovesse essere confermata, Vanoli si troverebbe davanti a un bivio tattico tutt’altro che banale. La soluzione più naturale porterebbe a Niccolò Fortini, ma il classe 2006 non è ancora al meglio: reduce da un problema alla schiena, ha saltato le ultime tre gare dei viola e anche una convocazione in Under-21, elementi che rendono incerta una sua titolarità immediata. L’alternativa più intrigante, e forse più coraggiosa, porta invece al nome di Fabiano Parisi, che verrebbe adattato sulla corsia destra. Un’ipotesi già testata in passato con risultati poco convincenti (in particolare sotto la gestione Italiano), ma il momento di forma dell’ex Empoli apre scenari nuovi: la fiducia accumulata nelle ultime settimane potrebbe renderlo capace di reinventarsi ancora una volta, come già accaduto nel ruolo di esterno alto.

Ipotesi difesa ibrida: la carta Comuzzo
Non resta poi da escludere una terza via, più strutturale e legata a un cambio di sistema: una difesa a tre “e mezzo”, con Pietro Comuzzo largo a destra ma con compiti più bloccati rispetto a un classico terzino. Una soluzione che garantirebbe maggiore equilibrio, sacrificando però spinta offensiva e profondità sulla fascia. In un momento della stagione in cui la gestione delle energie sarà determinante, Vanoli potrebbe scegliere proprio questa strada per proteggere la squadra e limitare i rischi. Tutto, però, resta legato al responso medico su Dodo: da lì passerà non solo la scelta dell’interprete, ma anche l’identità tattica della Fiorentina nella delicata trasferta di Verona.


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