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Ecco Brescianini: centimetri e sostanza, ma occhio alla "sindrome di Sohm"

di Alessandro Di Nardo

C'è stato un passato tutt'altro che remoto in cui Scott McTominay è stato il piano B rispetto a Marco Brescianini. Sì, forse un po' esagerato. Ma è quello che è successo due estati fa. Agosto 2024: dopo aver già sostenuto le visite mediche col Napoli, il classe 2000 è protagonista di un dietrofront da Oscar, scegliendo l'Atalanta. Secondo Gianluca Di Marzio, a far naufragare l’accordo con il Frosinone sarebbe stata la decisione del Napoli di rivedere le “condizioni dell’obbligo di riscatto”. Fabrizio Romano parla invece di un Napoli poco convinto, anche a causa della mancata cessione di Cajuste al Brentford.  Una zona grigia in cui la società di De Laurentiis rimane col cerino in mano. Da lì a poco la sconfitta per 3-0 alla prima di Antonio Conte contro l'Hellas Verona, la conseguente sfuriata dello stesso Conte e l'arrivo di Romelu Lukaku ma soprattutto Scott McTominay, il sostpituto di Brescianini, poi Mvp della Serie A vinta dai partenopei. Possiamo dire che c'entra anche Brescianini nel quarto scudetto arrivato sotto al Vesuvio? Non è questo il punto. Il Brescianini che arriva a Firenze è un giocatore diverso, più maturo, 26 anni da compiere il 20 di questo mese, un'esperienza nell'Europa che conta (8 le gare in Champions con la Dea), un buon inizio con Gasperini, poi il nulla.

La bocciatura di Palladino
Sono 53 i minuti giocati dal fulvo centrocampista in arrivo nelle prossime ore a Firenze negli ultimi due mesi, ovvero da quando sulla panchina dell'Atalanta si è insediato Raffaele Palladino. Uno che, lo ha detto, "Una chance la darò a tutti", ma che ha piano piano messo da parte un investimento da 12 milioni. La cessione (prestito con obbligo di riscatto in caso di salvezza, qui i dettagli) è diventata necessaria per la società bergamasca ma anche per il calciatore, che in questa stagione, contando anche la breve era Juric, non è mai sceso in campo dal 1'.

Dove può giocare
Brescianini arriva al Viola Park con le gambe in naftalina da un po' ma in forma (Palladino lo ha comunque inserito in campo nel successo di Bologna di mercoledì scorso) e potrà già essere a disposizione domenica, per una sfida contro il suo passato - 12 anni nel settore giovanile del Milan, con tanto di esordio in Serie A nell'agosto 2020, con Stefano Pioli in panchina-. L'adattamento sarà rapido: è lui il centrocampista di struttura richiesto da Paolo Vanoli, un profilo in grado di dare centimetri a una squadra che sembra soffrire terribilmente il corpo a corpo con gli avversari. Marco da Calcinate arriva con le caratteristiche dell'uomo di peso, ma occhio a etichettarlo prima di averlo visto giocare.

La sindrome di Sohm
Più o meno quello che è stato fatto con Simon Sohm, che tanti a scatola chiusa hanno battezzato come incontrista - senza probabilmente vedere nessuna delle sue cento e passa partite in maglia Parma -. Brescianini è un archetipo di calciatore simile, perché fisico non vuol dire difensivo, è un equazione che va tolta dalla testa; è utile in fase difensiva, ma sia nell'Atalanta che nel Frosinone di Di Francesco, è abituato a difendere in avanti, attaccando; è un buon recuperatore di palloni ma non è la lavatrice ripuli-possesso che tanti chiedevano. E in generale è uno che ha sempre fatto vedere le cose migliori senza palla, ma quando la stessa palla l'avevano i compagni. Quindi in inserimento e letture offensive (difficile per questo pensare che possa essere lui il bodyguard di Nicolò Fagioli). Brescianini chiama 4-3-3 (ma anche 4-1-4-1, per quanto valgano questi numerini, nulla o poco di più all'interno di un sistema complesso come quello di una squadra di Serie A) può essere la mezz'ala che diventa attaccante ombra per riempire un area che sembra sempre vuota, un Mandragora - mancino come lui di piede - che può andare in competizione proprio con lui stesso, anche se in teoria dovrebbe rilevare Cher Ndour tra i titolari dell'ultimo periodo. Se la giocherà quindi con loro due, con Sohm, dall'impiego che Paolo Vanoli ne farà capiremo che impronta vorrà dare alla sua nuova Fiorentina.


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