Errori che si ripetono e classifica che preoccupa: la panchina di Vanoli ora è sotto esame
La Fiorentina è inciampata ancora. E questa volta, più di altre, ha fatto rumore. Il 2-2 di ieri sera contro il Torino non è stato solo un passo falso: è sembrato lo specchio più fedele che riflette tutte le fragilità di una squadra che continua a ripetere gli stessi errori, come intrappolata in un loop senza uscita. La classifica ora non fa più sconti: la zona salvezza, dopo la vittoria di oggi del Lecce contro l'Udinese, non è più distante un punto ma tre. Un margine teoricamente recuperabile, certo, con 14 partite ancora da giocare. Ma un margine che non ammette più esitazioni, né per i viola né per Paolo Vanoli, finito prepotentemente sul banco degli imputati.
I soliti errori, la solita fotografia
La partita con il Torino è sembrata la fotocopia di tante altre. La Fiorentina approccia male, soffre sui calci piazzati, si distrae nei momenti chiave e continua a pagare a caro prezzo i minuti di recupero. A far discutere, però, non è solo il risultato. Sono le scelte. Il passaggio alla difesa a tre, arrivato in un momento delicato della gara, ha abbassato il baricentro e tolto coraggio alla squadra, trasmettendo all’esterno la sensazione di una Fiorentina impaurita, più intenta a non perdere che a vincere. Un segnale che ha fatto storcere il naso a tifosi e addetti ai lavori. E poi le parole in sala stampa. Ancora una volta, Vanoli ha parlato di approccio sbagliato, di marcature distratte, di mentalità da squadra che deve salvarsi e che ancora non appartiene a molti elementi della rosa. Dichiarazioni già sentite che tuttavia ormai faticano a convincere.
Vanoli intoccabile? Il peso delle “battaglie”
Da qui nasce la domanda inevitabile, quella che aleggia su Firenze con sempre maggiore insistenza: la posizione di Paolo Vanoli è davvero così intoccabile? Il tecnico ha parlato di “battaglie”, richiamando lo spirito di chi deve lottare fino all’ultimo pallone. Ma le battaglie, per essere vinte, hanno bisogno di una guida che sappia incidere anche nei dettagli. Il concetto di “Re Leone”, attribuitogli dal neo direttore sportivo Paratici (di certo più che altro per rafforzarne l’autorevolezza nello spogliatoio) oggi sembra più una suggestione che una realtà consolidata. Perché se gli errori si ripetono, i casi sono due: o l’allenatore non riesce a trasmettere i suoi concetti, oppure il gruppo non è in grado di recepirli. In entrambi gli scenari, la responsabilità non può che ricadere sulla guida tecnica.
Como primo banco di prova sotto la lente
La volontà del club è chiara: arrivare a fine stagione con Vanoli. Ma la realtà del campo rischia di imporre riflessioni più profonde. Le prossime partite della Fiorentina saranno osservate con una lente d’ingrandimento, a partire dalla difficilissima trasferta di Como. Non ci sono più alibi né margini d’errore. Ogni scelta, ogni cambio e ogni parola peserà come un macigno. Perché la classifica incalza e la pazienza si assottiglia.