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Harrison e un futuro in viola da conquistare: contro il Parma serve una svolta

di Lorenzo Della Giovampaola

Tra i vari giocatori arrivati a Firenze nel corso del mercato invernale per aiutare la Fiorentina ad uscire dalle torbide acque della lotta salvezza, ce n’è in particolare uno che più degli altri dovrà convincere il club con le prestazioni sul campo per ottenere il riscatto e la riconferma anche in vista della prossima stagione . Vi sto ovviamente parlando di Jack Harrison che, a differenza dei vari Fabbian e Brescianini (entrambi arrivati in prestito ma con un obbligo praticamente vincolante nel loro riscatto), ma anche dell’altro esterno arrivato dalla Premier, Manor Solomon (il cui riscatto per quanto ha fatto vedere finora in campo l'israeliano, in caso di salvezza, pare scontato) non ha né un riscatto vincolato da un obbligo e per il momento soprattutto non ha ancora convinto a pieno tifoseria e ambiente viola attraverso le prestazioni mostrate in campo.

Il bilancio del primo periodo a Firenze
Tralasciando la parentesi di lunedì a Udine in cui anche l’inglese è stato messo da Vanoli fuori posizione, schierato come esterno di un centrocampo a cinque e penalizzato di fatto sia per la mancanza di un supporto in fascia (come quello che spesso gli ha fornito Dodo giocando a quattro) sia per il dispendio energetico e aerobico superiore che è richiesto dal giocare a tutta fascia rispetto ad interpretare il ruolo di esterno alto. Harrison nei 486 minuti giocati fino ad oggi in maglia Viola, conditi dall’assist realizzato per Kean nella sfida contro il Torino, ha convinto a fasi alterne. Chi si aspettava infatti un dribblomane è sicuramente rimasto deluso, dato che Harrison ha dimostrato di non avere nel dribbling, a differenza di Solomon, la sua miglior qualità. L’ex Leeds infatti è un giocatore più di sistema, che ti fornisce equilibrio e copertura, ma che in fase offensiva offre pochi spunti e non eccelle soprattutto per quanto riguarda gol e assist.

L'occasione Parma
In questo momento però, in cui Solomon è out per infortunio e Guðmundsson è ancora alla ricerca di se stesso, l’inglese è chiamato a dare un segnale provando a prendersi la squadra sulle spalle a partire già dalla delicata sfida di domenica al Franchi contro il Parma. Per lui oltre i tre punti e la salvezza c’è anche un riscatto da conquistarsi sul campo.


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