I Commisso nel segno della continuità. Paratici garante tecnico per una nuova via. Se parte Ranieri, caccia a due difensori
Le ore del lutto e del ricordo del presidente hanno portato commozione e riflessioni. Perché la vita va avanti e pure la Fiorentina. E proprio per questo da New York sono arrivati dalla famiglia italo-americana segnali forti di continuità. I Commisso restano sulla tolda di comando: per continuare ad alimentare il sogno di Rocco e anche perché ci sono sfide decisive da giocare e vincere. E il riferimento al campo è solo parziale.
Del resto era stato già Commisso, nelle ultime settimane di vita, a dettare la linea. Intanto imprimendo una svolta alla politica tecnica del club: sua la volontà di prendere Fabio Paratici, tanto da riuscire a parlarci almeno per telefono. Finalmente un grande manager di calcio, con un palmares ricchissimo in bacheca e una forte personalità. A Paratici saranno affidate le chiavi per costruire una via che sia in grado di regalare alla Fiorentina una prospettiva diversa e vincente.
Poi lo stadio: una mossa che nessuno si aspettava più, arrivata davvero nei minuti di recupero. Pronti 60 milioni per il project del secondo lotto di lavori di rifacimento del Franchi. Con la nuova convenzione la società avrà un assett in più e sarà anche più appetibile sul mercato in caso di cessione.
La moglie Catherine e il figlio Joseph avranno la responsabilità di caricarsi sulle spalle la Fiorentina. Chi di loro farà il presidente? Non si sa, però quasi certamente sarà uno di loro due. Anche sul piano simbolico sarebbe importante che fosse un parente stretto di Rocco a ricevere il testimone. Per la famiglia lavorerebbe una ristretta cerchia di manager americani pronti a consigliare e dettare la linea, su basi economiche-finanziarie solide. La Fiorentina è una società sana e dovrà rimanere tale.
Se la moglie e il figlio di Rocco o anche solo uno di loro due resterà stabilmente a Firenze, verrà eliminato anche un altro problema: la comunicazione tra proprietà e dirigenti non sarà più esclusiva di un singolo, ma quotidianamente ci potrà essere un confronto, senza l’ostacolo dell’Oceano, tra chi opera a Firenze e i Commisso. Anche questa sarebbe una conquista non banale, pensando a quante criticità ha creato in passato questa anomalia, tipica della Fiorentina.
Società in vendita? Per ora non si scorgono i prodromi. Sicuramente qualcuno interessato c’è, ma i Commisso non hanno intenzione di assecondare questa strada. Va considerato, poi, che la manovra del project avrà una gestazione di minimo di 7-8 mesi, quindi arriveremmo verso la fine dell’anno. Non pare verosimile un passaggio di proprietà senza aver prima incassato il sì definitivo per la partecipazione alla ristrutturazione del Franchi.
E’ un frangente all’insegna della delicatezza e della grande incertezza, fare previsioni in qualsiasi direzione - rilancio del club o vendita -, è un’impresa. Ma la sensazione è che forse siamo davanti a cambiamenti sostanziali nel segno, però, della continuità tra Rocco e i suoi eredi. Poi vedremo che succederà e se veramente qualcuno si farà avanti per comprare una delle società più gloriose del calcio italiano.
Mercato: i viola sono stati protagonisti di una certo movimentismo tra partenze e arrivi. Questi ultimi sono rappresentati da due esterni, Solomon e Harrison, e due centrocampisti, Brescianini e Fabbian. L’ex bolognese con caratteristiche molto offensive. All’appello mancherebbe un difensore. Anzi due, se a partire fosse Ranieri. L’ex capitano è finita ai margini e il suo desiderio sarebbe andarsene. Ma la società vorrebbe trattenerlo, slavo dinamiche di mercato favorevoli. Trovare due difensori centrali a gennaio non è banale. Di nomi ne girano tanti, ma di validi ce ne sono pochi.