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Kean è stato un bluff? I numeri dicono di no: il dato su Moise che fa ben sperare

di Lorenzo Della Giovampaola
Fonte: dati presi da DataMB

Il Moise Kean della stagione 2024/2025 è stato un bluff. È questo il pensiero che, giunti alla 21ª giornata di campionato prende sempre più corpo tra i tifosi della Fiorentina e non solo. Moise infatti, vice capocannoniere della scorsa Serie A alle spalle di Retegui, ha zoppicato fin qui in stagione al pari di tutta la Fiorentina con appena 5 goal in 19 partite di campionato e 1 gol in 5 gare di Conference League

Il gioco della Fiorentina
È colpa della squadra e del rendimento generale, questa è la tesi che veniva fornita come attenuante per l'attaccante italiano. Poi però nelle ultime giornate la formazione di Paolo Vanoli ha iniziato a cambiare marcia, con una vittoria e due pareggi nelle ultime tre gare contro Cremonese, Lazio e Milan, e in quello che è il momento migliore della stagione viola non ha però risposto presente Moise Kean, apparso come una delle poche note negative anche nell’ultima gara casalinga proprio contro il Milan di Allegri.

Il dato che salva Moise
È dunque vero che il Kean visto nella sua prima annata a Firenze è stato solo un abbaglio? Ecco, è qui che per fortuna arrivano ad aiutarci nel dare una risposta a questo quesito alcune statistiche, anzi una in particolare riguardante l’attaccante italiano e il suo rendimento in questa stagione.
Kean infatti risulta essere al terzo posto tra i gli attaccanti dei top cinque campionati europei per XG prodotti escludendo i calci di rigore, alle spalle di Mbappe e Haaland ma davanti a gente del calibro di Harry Kane e Lautaro Martinez. Questo significa che tra tutte le prime punte d'Europa Moise è uno di quelli in grado di costruirsi più occasioni e rendersi più pericoloso in fase offensiva, con grande discrepanza rispetto agli altri tra quanto prodotto e quanto poi è stato concretizzato.

Per la salvezza servono i gol di Kean
Solo sfortuna, quindi? Beh, ovviamente no, visto che parliamo di un dato raccolto su molte partite, ma piuttosto una certificazione di un attaccante che anche a livello psicologico non è sulla stessa onda positiva vissuta l’anno scorso. Guardando però l'altro lato della medaglia questa statistica ci certifica che Kean resta comunque un attaccante forte in grado di creare sempre pericoli, ma che come può capitare spesso nella carriera soprattutto di una punta, sta vivendo un periodo di appannamento più lungo del solito. La speranza ora per Vanoli e tutto l’ambiente viola è che già a partire dalla trasferta contro il Bologna Moise possa iniziare a trascinare la Fiorentina a suon di reti verso la salvezza.


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