Kean, missione tris: così può tirare fuori la Viola dai bassifondi
Un gol per cambiare il destino. Un altro per riscrivere la classifica. E magari un terzo, il terzo di fila, per certificare che la rinascita della Fiorentina passa dai piedi – e dalla fame – di Moise Kean. Domani contro il Pisa il centravanti viola va a caccia di una striscia che gli manca addirittura dal novembre 2024, quando colpì in sequenza Torino, Verona e Como. Tre partite, cinque gol (allora la punta viaggiava a ritmi ben diversi...), un Kean dominante. Oggi la Fiorentina è impantanata nei bassifondi e ha bisogno esattamente di quel tipo di impatto: concretezza e cattiveria sotto porta. Otto centri stagionali fin qui sono un buon punto di partenza, ma per trascinare i viola fuori dalle secche serve continuità.
Conti aperti con il Pisa
Due delle “vecchie” vittime, Torino e Como, Kean le ha già punte di recente: ai granata ha firmato il momentaneo 2-1, al Sinigaglia lo 0-2 che ha chiuso i conti. Gol pesanti, gol da centravanti vero. Ma è sul Pisa che da giorni si è spostato il focus dell’ex Juve. All’andata, all’Arena Garibaldi, due reti annullate per fuorigioco gli sono rimaste in gola. Episodi sottili, centimetri che hanno negato una doppietta e forse un’altra storia alla partita. Per questo la gestione programmata decisa da Paolo Vanoli – niente trasferta europea, niente viaggio gelido a Bialystok – ha avuto il sapore di un investimento. “Ha lavorato, non ha riposato”, ha sottolineato il tecnico. Kean ha affilato le armi pensando solo a una cosa: riprendersi con gli interessi ciò che gli è stato tolto.
La profezia dei venti gol
Il pungolo, in fondo, è chiaro fin dal primo giorno. Fabio Paratici lo disse senza giri di parole: “Moise deve fare il Moise. È l’attaccante italiano più forte in circolazione, uno da 20 gol a stagione”. Quota 20 è un orizzonte ambizioso, ma la Fiorentina oggi ha bisogno di step immediati. Avvicinare – o magari toccare – la doppia cifra già domani significherebbe dare un segnale forte al campionato e alla classifica. Perché quando Kean attacca la profondità, quando usa il fisico e libera il tiro , la squadra cambia faccia. E se davvero vuole essere l’uomo della risalita, il momento è adesso.