Kean torna titolare con la "testa nel carrarmato": la mano tesa di Paratici e i piani per il futuro
Moise Kean è pronto per tornare titolare nella partita di domani sera contro il Torino dopo le ultime tre gare in cui ha disputato solo 20 minuti nel ko contro il Napoli a causa di un infortunio alla caviglia. La punta viola, stimolata anche ieri in conferenza stampa sa Fabio Paratici, si riprenderà così il ruolo di leader offensivo con l'obiettivo di tornare a segnare e di portare rapidamente la Fiorentina fuori dai bassi fondi della classifica.
Testa nel carrarmato
Ieri il nuovo ds viola ha spiegato che a Kean basterà essere se stesso per tornare ai livelli mostrati nella passata stagione. "È l'attaccante italiano più forte", ha dichiarato Paratici, spronandolo però anche a mettere la "testa nel carrarmato" per aiutare la squadra, e se stesso, ad uscire da un lungo periodo di appannamento. Kean ha bisogno dei gol per confermarsi e conquistarsi un ruolo da leader nell'Italia, la Fiorentina ha bisogno di lui per raggiungere la salvezza e poter programmare il futuro.
Del domani non c'è certezza
Un futuro ancora tutto da scrivere anche per lo stesso Moise Kean, che ha un contratto lungo e oneroso con la Fiorentina ma un destino incerto. Chiaramente non è un tema di discussione per l'attuale fase uno del lavoro di Paratici, ovvero quella che dovrà portare la Fiorentina alla permanenza in Serie A, ma un qualcosa che occuperà molti giorni di lavoro della fase due, quella della programmazione della Viola che verrà. Kean è un vero e proprio asset del club, visto il valore del suo cartellino (clausola rescissoria da 62 milioni di euro ndr) ma anche il valore tecnico che quest'anno è stato parzialmente inespresso, per questo le riflessioni sul suo conto saranno tema di grande dibattito da qui alla prossima estate.
L'aiuto di Paratici
Paratici lo conosce bene e non avrà bisogno di molti incontri per spiegare al giocatore quali sono i piani futuri del club nei suoi confronti. Il nuovo ds sa benissimo come prenderlo, lo ha visto crescere e saprà anche come rapportarsi con lui nei momenti buoni e in quelli meno buoni. Tutti si augurano che i cambiamenti in dirigenza portino immediato giovamento, spingendo lo stesso ragazzo ad andare oltre al "semplice" 100%, spingendo al massimo per raggiungere quanto prima gli obiettivi personali e di squadra. Di ciò che sarà dopo il 24 maggio, se ne riparlerà a salvezza raggiunta.