L'affidabilità dei nuovi arrivati o l'estro del 10? Gudmundsson rientra ma rischia di aver perso la titolarità
Albert Gudmundsson è pronto per rientrare in campo dopo il recente infortunio che lo ha tenuto fuori dalle ultime partite della Fiorentina. A confermarlo, dopo la convocazione di lunedì contro il Pisa utile più che altro a respirare l'aria del match visto che non ha mai nemmeno preso parte al riscaldamento insieme ai compagni, è stato Vanoli nella conferenza della vigilia di Conference. "Domani metterà minuti nelle gambe, è un giocatore importante per noi" ha dichiarato l'allenatore, che dunque domani dovrà decidere se concedergli solo un breve spezzone a gara in corso o se sceglierlo addirittura tra i titolari.
Scalzato da Solomon?
Nelle ultime partite, la sua assenza non ha influito sui buoni risultati ottenuti dalla Fiorentina, ed è per questo che qualcuno ha già iniziato a vederlo fuori dalla formazione titolare in favore di Manor Solomon. Detto che il tecnico non vuol sentire parlare di titolari e riserve, chiaramente l'israeliano ha dimostrato di essere un buon equilibratore insieme ad Harrison e per questo il dubbio che Vanoli possa dare continuità a questo assetto senza coinvolgere Gud in campionato, è lecito.
Provaci ancora, Gud!
La sensazione è però che lo stesso allenatore sia consapevole del valore tecnico e dello spessore del calciatore ex Genoa, che pur spesso criticato per una certa indole, ha spesso dimostrato di poter incidere accendendosi da un momento all'altro. Gudmundsson però dovrà metterci del suo per scalzare l'affidabilità dei nuovi compagni di squadra, mostrando proprio quel lato da attaccante decisivo che purtroppo altrettanto spesso ha dimenticato al Ferraris. La Fiorentina ha la necessità di riaverlo subito in campo e nella sua versione migliore, perché l'obiettivo salvezza e, perché no, quello legato all'Europa, non possono passare solo dai gol di Kean o dalle geometrie di Fagioli. Serve anche la classe del numero 10, che pur dividendo fin dal primo minuto che è approdato a Firenze, il cuore dei tifosi viola, è uno dei pochi che può accendere tutti e tutto con un semplice tocco di palla.