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La maledizione della difesa a tre. Contro l'Udinese una chiave tattica difficile da comprendere

di Pietro Lazzerini

La Fiorentina ha perso in trasferta contro l'Udinese con una formazione che ha stupito tutti fino dall'annuncio pre partita. Non tanto per i giocatori che di lì a poco sarebbero scesi in campo, quanto per il modulo con tre difensori centrali che, in stagione, non aveva mai portato benefici. In campionato la prima vittoria è arrivata proprio contro l'Udinese il 21 dicembre scorso, per l'appunto il giorno in cui lo stesso Paolo Vanoli decise di cambiare il piano tattico schierando contemporaneamente Comuzzo, Pongracic e Ranieri, ma con quest'ultimo nel ruolo di terzino sinistro. 

I benefici del cambio tattico
Da quel giorno la Fiorentina è riuscita a vincere altre quattro partite in campionato, più tre pareggi e tre sconfitte, con un ruolino che ha permesso ai viola di mettere almeno un capello fuori dalla zona rossa. Una delle poche volte in cui l'allenatore ha deciso di tornare a tre è stata nel corso di Fiorentina-Torino, e per l'appunto nei minuti finali è arrivato il pari granata dopo una partita lungamente dominata. Questi indizi non possono essere casuali, ed è per questo che Vanoli è finito sul banco degli imputati dopo le scelte che hanno portato al 3-0 di Udine. 

Rugani in difficoltà
Tornare a tre per fare spazio a Daniele Rugani è stato un errore evidente. Prima di tutto perché l'ultimo arrivato della sessione estiva era evidentemente fuori forma e lo ha dimostrato commettendo tre errori fatali in tutti e tre i gol dell'Udinese. Poi anche perché, per schierarlo dal 1', l'allenatore ha deciso di ritornare a tre dietro, modulo che come detto non ha mai portato la Fiorentina al successo nel corso di questa Serie A. 

Cambio modulo inspiegabile
Una decisione che, soprattutto col senno del poi, non può essere spiegata con la condizione dei difensori che hanno giocato fino ad oggi, né con le assenze. Perché al posto di Dodo avrebbe potuto giocare Fortini e perché in avanti non gli uomini schierati non sarebbero cambiati. La Fiorentina però è sembrata fin da subito poco in fiducia, con giocatori impauriti ad ogni scorribanda avversaria oltre che scesi in campo con un atteggiamento imbarazzante. Una decisione che ha esposto Rugani a un rientro choc, al dibattito del giorno dopo e al rischio che il contraccolpo sia forte sia per il difensore che per tutti i compagni di squadra. 

Ritorno alla semplicità
Contro il Parma, al di là dei singoli e delle prestazioni degli stessi, la Fiorentina dovrà ripartire dalle piccole certezze che l'avevano portata a una crescita decisiva ai fini della risalita in classifica. Gli esperimenti, in un momento così delicato della stagione, sono fuori luogo, che arrivino per consiglio di chi Rugani l'ha scelto o direttamente da allenatore e staff, poco importa. Cose semplici, impegno, dedizione, attenzione e umiltà. Concetti che dovrebbero essere alla base di una squadra che deve salvarsi ma che, diverse volte in stagione, sono state completamente dimenticate da tutto l'ambiente viola: dalla proprietà ai dirigenti, passando per allenatore e squadra.


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