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La sosta che vale una stagione: sprint salvezza, rientri chiave e verdetti per il futuro

di Andrea Giannattasio

Per la Fiorentina la sosta arriva nel momento forse più opportuno della stagione. Dopo una rincorsa che ha permesso ai viola di tirarsi fuori dalla zona retrocessione, il recente filotto positivo - cinque risultati utili consecutivi tra campionato e Conference League - ha restituito certezze e, soprattutto, una fisionomia tattica finalmente riconoscibile. Adesso però viene il difficile: il rush finale richiederà sangue freddo e concretezza, perché per blindare la salvezza serviranno ancora tra i 7 e i 9 punti, da conquistare all'interno di un calendario tutt’altro che banale.

Condizione fisica da consolidare
Se è vero che la squadra ha già dimostrato di stare bene, è altrettanto evidente che la sosta dovrà servire a consolidare e possibilmente migliorare la tenuta atletica. L’inizio di aprile porterà con sé un vero e proprio tour de force: sfide decisive in campionato contro Hellas Verona, Lazio e Lecce - con due scontri diretti dal peso specifico enorme - a cui si aggiunge il delicatissimo doppio confronto europeo con il Crystal Palace. Una maratona che richiederà rotazioni intelligenti e una condizione atletica impeccabile per evitare cali proprio sul più bello.

Infermeria da svuotare
Altro nodo cruciale riguarda il recupero degli acciaccati. Nell’ultima uscita contro l’Inter erano ancora indisponibili Lezzerini, Solomon e Lamptey, ai quali si è aggiunto in extremis Mandragora. Alla ripresa degli allenamenti, Vanoli e il suo staff contano di riavere presto a disposizione almeno Lezzerini e Solomon, mentre per Mandragora filtra ampio ottimismo in vista del rientro immediato. Più lunghi, invece, i tempi per Lamptey, ancora lontano dal lavoro sul campo. Recuperare energie e uomini sarà fondamentale per affrontare al meglio il finale.

Esami di maturità in vista del futuro
Infine, la sosta rappresenta anche un momento di riflessione in chiave futura. E qui sarà chiamata la dirigenza ad operare. Le prossime partite saranno una sorta di esame di maturità per molti elementi della rosa: non solo i giocatori in prestito, ma anche chi, pur essendo sotto contratto, deve ancora guadagnarsi una conferma. Con una rivoluzione estiva già nell’aria, ogni prestazione peserà come un verdetto. Perché, come recita il vecchio adagio, quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare. E la Fiorentina ha bisogno di capire, ora più che mai, su chi costruire il proprio domani.


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