Parisi si sdoppia e si veste da leader: "Fiorentina, destino nelle nostre mani"
Di Fabiano Parisi si è detto di tutto e di più perché il terzino viola, da giocatore sacrificabile di questi anni e anche di inizio stagione con Stefano Pioli, è diventato un titolare inamovibile con Paolo Vanoli che non ha mai nascosto la stima per il giocatore. Tanto da farlo giocare in due ruoli, terzino sinistro preferito ad un Gosens ancora non brillantissimo, anche a detta del tecnico, o come esterno alto a destra. Proprio questa posizione è stata un'intuizione di Vanoli che poi in quel ruolo lo alterna con un esterno puro come Harrison, che dopo un exploit iniziale appena arrivato sembra meno presente. Sta di fatto che in Parisi Vanoli ha trovato un titolare e un'alternativa allo stesso tempo.
Parole da leader
Ma quello che salta all'occhio è che Fabiano Parisi, molto amico di Luca Ranieri e Rolando Mandragora e grazie appunto alla fiducia del tecnico sta studiando anche da leader. In conferenza stampa ad esempio ha trovato parole importanti e parlando di campionato a Sky ha pronunciato parole da capitano senza fascia: "La Fiorentina è in difficoltà ma prendiamo le cose positive, bisogna avere entusiasmo per la sfida di Cremona. L'atteggiamento e la mentalità devono esserci, siamo la Fiorentina. Quest'anno abbiamo cominciato male, piano piano siamo risaliti con difficoltà. Ora siamo a +1 dalla Cremonese, poi ci sarà l'Inter e altre partite. Dobbiamo affrontare tutte allo stesso modo. Il destino è nelle nostre mani".
Squadra sulle spalle in campo e fuori
Parole importanti da trascinatore di un gruppo che ha bisogno di chi si carichi la squadra sulle spalle. E Parisi lo ha saputo fare soprattutto in campo, senza mai abbattersi in caso di errore (come l'autogol a Como) e cercando di determinare in qualunque posizione lo faccia giocare il mister, senza mugugni se poi non dovesse giocare, come ha sempre accettato anche con Palladino e Pioli. La speranza è che lui e gli altri leader della squadra sappiamo davvero portare questo entusiasmo, questa leadership e questa cattiveria mostrata in campo anche a Cremona.