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Piccoli e l'ennesima prestazione irricevibile: in estate riflessioni serie

di Niccolò Santi

Era la sua occasione, e l’ha fallita. Roberto Piccoli a Londra si è precluso la possibilità di respingere le critiche di chi non lo ha mai considerato un degno sostituito di Moise Kean. L’ex Cagliari si è dimostrato inefficace sotto porta, impalpabile nella costruzione, incapace di sfruttare i pochi spazi concessi dagli avversari. Così come non ha inciso nel quarto d’ora iniziale della ripresa in cui il Crystal Palace ha abbassato il ritmo. In estrema sintesi, una prestazione sterile.

I numeri inchiodano Piccoli. 
Lo confermano i numeri, a cominciare dagli expected goals (xG) e cioè il dato dei gol attesi sulla base delle azioni da lui create: 0,25. Infatti Piccoli ha tirato appena 3 volte. Mai in porta. La statistica sulle occasioni create dice 0. I tocchi di palla risultano 25. Neppure la percentuale di passaggi riusciti entusiasma: 65%. Le palle perse sono 9. Pochi duelli aerei vinti: 2. L’attacco della Fiorentina ha faticato non solo, ma anche per colpa della punta classe 2001.

Un'estate di riflessioni forti.
Per il secondo anno consecutivo la Fiorentina si è privata a fatica di Kean, sebbene stavolta ne avesse la riserva. E tra l’altro ben pagata: 25 milioni di euro più 2 di bonus. Niente da fare. La scelta di accogliere un alter ego del centravanti titolare si è rivelata inutile. Adesso c’è da chiedersi cosa sarà del futuro di Piccoli, sempre che non sia vincolato a quello di Kean (e alla sua clausola rescissoria). Si annuncia un’estate piena di valutazioni delicate. E molto democratiche...


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