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Ranieri, dal mercato alla permanenza. Ora è imprescindibile: lunedì ancora titolare

di Niccolò Santi

Non c’è dubbio che si sia sentita la mancanza di Luca Ranieri contro lo Jagiellonia. Il classe ’99 è attualmente il difensore della Fiorentina più in forma, non a caso la scia di successi consecutivi contro Como, Jagiellonia (andata) e Pisa è arrivata con lui in campo. La retroguardia viola ha faticato tanto in stagione, per questo la ritrovata freschezza di Ranieri è servita come il pane. E avrebbe probabilmente limitato certe sbavature incomprensibili giovedì sera al Franchi.

La parabola di Ranieri.
L’annata del centrale spezzino si divide in due parti, nella speranza che la seconda trovi continuità. Di sicuro la prima è da dimenticare, così come il rendimento di tutta la squadra. Il ragazzo ha accusato forse più di altri la negatività avvolgente di pochi mesi fa, venendo declassato dall’allenatore in tutti i sensi. Niente più fascia e niente più titolarità. Una bocciatura che avrebbe potuto segnare la sua disfatta, invece Ranieri ha lavorato riprendendosi il posto con merito. 

Dal mercato alla permanenza.
Oltretutto ha spazzato via le voci di mercato che nel mese di gennaio lo davano in partenza. Era stato accostato al Torino, in un ipotetico scambio con Biraghi o Sazonov. Poi la permanenza e il rilancio. Il suo contratto scadrà nel giugno del 2028, e chissà che il giocatore non faccia parte anche del progetto futuro della Fiorentina. Per il momento Paolo Vanoli si accontenterà di schierarlo titolare lunedì sera a Udine, per dare solidità alla difesa e portare a casa altri tre punti. 


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