Trappola ad alta quota: il tallone d'Achille della Fiorentina è...in testa
È un uccello? È un aereo? È Superman? No, stiamo parlando dell'ennesimo pericolo mortale per la difesa della Fiorentina. Ed è così che ce li immaginiamo, con un misto di stupore e paura, Marin Pongracic e soci ogni volta che il pallone va per l'aria. Sabato sera col Torino sono arrivati altri due gol di testa, Casadei prima e Maripan poi. Per descrivere uno dei tanti problemi della Fiorentina edizione 2025/26 possiamo prendere in prestito il titolo dell'ultimo film di Mark Whalberg: "Flight Risk - trappola ad alta quota".
Tallone d'Achille
Perché le trappole per i viola arrivano soprattutto dal gioco aereo, dai duelli appunto ad alta quota. La Fiorentina ha la decima rosa più alta del campionato, 185,4 centimetri di media, ma è la squadra che sembra soffrire di più in certe situazioni. C'è chi direbbe che non conta quanti centimetri si hanno, ma come si usano. E in effetti dobbiamo subito disarcionare una falsa equazione, l'altezza non è sempre direttamente proporzionale all'abilità di testa, altrimenti il miglior realizzatore di testa del campionato (nonché uno dei migliori colpi di testa degli ultimi dieci anni di Serie A) non sarebbe Lautaro Martinez (174 centimetri sulla carta d'identità. quattro gol con la cabeza in questa Serie A). E così anche una coppia comunque strutturata come quella formata da Pongracic e Comuzzo, con tanto di aiuto costante di un (ex?) specialista delle palle alte come Robin Gosens, può avere un tallone d'achille come questo. In tutto sono otto le reti incassate da colpi di testa: Luperto, Kempf, Cristante, Ostigard, Fabbian, Kilicsoy, Casadei, Maripan, tutti (o quasi) rinomati assaltatori delle palle a mezz'aria.
Gioco aereo e punizioni
I gol subiti su calci piazzati sono invece sette (i due elenchi quasi coincidono). Tornando al numero dei gol di testa, sono 8 appunto, su un totale di 38 presi, più del 21%. Questo cosa significa? Innanzitutto che non è solo colpa dei difensori, in porta c'è anche un portiere come David De Gea che spesso è allergico alle uscite alte. Su questo dato incide anche l'atteggiamento dell'estremo difensore: pensiamo a Sassuolo-Fiorentina proprio come esempio di due portieri agli antipodi, un diavolo della Tasmania come Arijanet Muric, portiere dei neroverdi, che esce su qualsiasi cosa si muova a pugni chiusi, e un altro come lo spagnolo, che in quel caso lascia un banchetto nell'area piccola che Muharemovic può sfruttare.
Testa e testa
Amnesie di reparto che, in un'annata dai contorni sempre più horror, possono diventare psicosi. Perché il vissuto comune si somma ed è facile pensare che al 92', dopo l'intervento goffo di Comuzzo su Abukhlal che ha generato la punizione per il Torino, sul 2-1, con tutta la negatività portata in casa, più di un calciatore col giglio sul petto sapesse in cuor suo cosa stava per succedere. Chiamasi anche profezia autoavverante, in quel contorto meccanismo psicologico che porta la Fiorentina a 'morire' sempre per le stesse ferite.