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Udine, la resa dei conti viola: occasione d’oro o campanello d’allarme?

di Andrea Giannattasio

Certe partite pesano più dei tre punti che mettono in palio. A Udine, la Fiorentina si gioca molto di più di una semplice tappa di campionato: si gioca la possibilità di cambiare prospettiva alla propria classifica e di mandare un messaggio diretto a chi lotta per restare a galla. Le sconfitte di Lecce e Cremonese – battute rispettivamente da Como e Milan – hanno spalancato uno scenario invitante: staccare il terzultimo posto e avvicinare, o addirittura agganciare, il Genoa, con i rossoblù reduci dal ko contro l’Inter (il Torino invece ha vinto grazie alla cura D'Aversa). Un intreccio di risultati che rende la trasferta friulana un autentico snodo della stagione.

Il peso di Białystok: fantasmi e assenze
Il problema è che i viola arrivano a Udine con più di un’ombra sulle spalle. Le assenze pesanti di Dodo e Solomon si sommano al macigno psicologico del brutto tonfo in Conference contro lo Jagiellonia, una gara che ha riportato a galla tutti i fantasmi della prima, lunghissima parte di stagione: approccio sbagliato, sia all’inizio sia alla ripresa, scarsa percezione del pericolo, difesa colabrodo e incapacità di “stare nella sofferenza”, per usare il mantra di Vanoli. Eppure, De Gea e compagni si presentavano a quell’appuntamento forti di sette punti nelle ultime tre di campionato e dello 0-3 dell’andata in Polonia: segnali incoraggianti che hanno reso il tracollo ancora più inspiegabile.

Novanta minuti per capire chi è la Fiorentina
Ecco perché Udine dirà molto di più di quanto racconti la classifica. Il ko con i polacchi è stato un semplice incidente di percorso o l’indizio di una pericolosa regressione sul piano del gioco e della mentalità? I 120 minuti di giovedì hanno lasciato in eredità, qualificazione a parte, solo scorie: due passi indietro tattici e motivazionali, tre infortuni (uno serio, quello di Solomon) e tanta fatica accumulata da big che Vanoli avrebbe volentieri preservato. Se ne è parlato già venerdì al Viola Park, tra seduta di scarico e confronto franco con tecnico e dirigenti. Il messaggio è uno soltanto: serve una risposta immediata. Perché domani non si gioca solo per tre punti, ma per dare un segnale a tutto il campionato.


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