Un 2025 a due facce: i numeri in panchina di Palladino, Pioli e Vanoli
Il 2025 che si è appena concluso è stato un anno a due volti per quanto riguarda la Fiorentina, anzi, pensandoci bene a tre volti. Ebbene sì tre, perché aldilà del fatto che la prima parte di 2025 sia andata in un modo e la seconda parte dell'anno, quella che abbiamo vissuto fino a ieri, stia andando tragicamente in un altro modo a livello sportivo, sono tre volti degli allenatori che si sono susseguiti alla guida della panchina gigliata nel giro di questi 12 mesi.
La gestione Palladino
Il primo è ovviamente quello di Raffaele Palladino, allenatore della Fiorentina fino alla fine dello scorso campionato. L’attuale tecnico dell’Atalanta è stato protagonista di cinque mesi intensi dall’inizio del 2025 fino a quel 28 maggio, giorno in cui rassegnò le proprie dimissioni. In questo periodo ha accumulato 21 partite di Serie A e 6 di Conference League, iniziando l’anno solare con la sconfitta in casa per 3-0 contro il Napoli, proseguendo con la sconfitta clamorosa in casa di un Monza già destinato alla retrocessione, ma prendendosi anche soddisfazioni importanti come quelle legate alle vittorie contro Inter, Juventus e Atalanta. Tutte arrivate tra le mura del Franchi. In generale sono state 21 le partite in panchina in Serie A per Palladino, con 8 sconfitte, 10 vittorie e 3 pareggi e con una media punti tenuta nel nostro campionato di 1,57 a partita. I goal subiti sono stati 26, 1,23 di media a partita, e i goal fatti sono stati 29, 1,38 di media a partita. In Conference invece il cammino per Palladino si è concluso in semifinale contro il Betis Siviglia dopo gli ottavi superati contro il Panathinaikhos e i quarti di finale vinti contro il Celje. I gol subiti in Europa sono stati 11 in sei partite nel 2025, 1,8 di media a partita, mentre i goal fatti sono stati 12, 2 di media a partita. Lasciando da parte poi statistiche e numeri Palladino è riuscito comunque, aldilà di un gioco spesso criticato, a concludere con l’ottenimento del piazzamento in Conference League il proprio percorso a Firenze, grazie alla vittoria all’ultima giornata in casa dell’Udinese. Un bottino di tutto rispetto soprattutto se confrontato con i numeri che vedremo adesso di questo disastroso secondo capitolo di 2025 per i viola.
Il ritorno di Pioli
La nuova stagione infatti, dopo le dimissioni di Palladino, si è aperta per la Fiorentina con la presenza alla guida della formazione gigliata di Stefano Pioli. Un ritorno che come sappiamo non è stato positivo e che è durato appena 116 giorni, aprendosi il 12 luglio con l’ufficialità del suo arrivo e chiudendosi il 4 novembre con un esonero conseguente alla sconfitta in casa contro il Lecce. In questo periodo di tempo Pioli ha guidato la Fiorentina in 10 partite di Serie A e quattro di Conference league (se si considerano anche le due partite dei play-off), ottenendo nel nostro campionato sei sconfitte e quattro pareggi, con una media di 0,4 punti a partita. I viola sotto la sua gestione hanno segnato appena sette goal, 0,7 goal di media a partita, e ne hanno subiti 16, 1,6 di media a partita. In Conference invece il cammino è stato migliore con quattro vittorie su quattro 11 goal fatti, 2,75 di media partita, e appena 2 subiti, 0,5 di media partita. Il suo operato è ovviamente però risultato disastroso aldilà di ogni più cupe aspettativa ed ha portato la Fiorentina a registrare il suo peggior avvio in campionato della storia.
La parentesi Galloppa
Dopo l’esonero appunto del 4 novembre di Pioli è toccato, anche se solo per una partita, a Daniele Galloppa, attuale tecnico della Primavera, guidare i viola in terra tedesca, nel match perso per 2-1 contro il Mainz. Dopodiché è stato il turno dell’attuale tecnico gigliato, Paolo Vanoli.
Il percorso di Vanoli
L’ex Torino infatti è stato nominato come nuovo allenatore il 7 novembre e da quel giorno ha sostenuto 7 gare di Serie A, pareggiando in casa del Genoa di De Rossi all'esordio, e 3 gare di Conference League. In campionato Vanoli ha raccolto 4 sconfitte, 2 pareggi e 1 vittoria, con una media punti di 0,71 a partita, e ha subito 12 goal, 1,71 di media partita, realizzandone 10, 1,42 di media partita (dato che si dimezza a 0,71 se non si considerano le cinque reti realizzate contro l’Udinese). In Conference League invece, sulle tre gare giocate, sono state 2 le sconfitte ed 1 sola la vittoria, quella casalinga contro la Dinamo Kiev, con 3 goal subiti, 1 di media a partita, e 2 appena fatti, 0,66 di media partita.
Differenze abissali
Com’era dunque prevedibile i rendimenti sia di Pioli che di Vanoli, senza voler contare ovviamente quello di Galloppa, sono stati clamorosamente distanti da quanto fatto da Palladino in termini sia di punti ottenuti che di goal fatti e goal subiti. Il tutto ha naturalmente portato ad un attuale ultima posizione in campionato e ad un play-off raggiunto in Conference league che poteva tranquillamente essere evitato con un percorso più lineare, e che per il momento stride con la semifinale raggiunta la scorsa stagione.