Una Fiorentina 'molto italiana', ma il rapporto con l'azzurro non decolla: i dati del minutaggio per una Viola a Km 0
Era il sogno di Rocco Commisso: una Fiorentina più azzurra che mai, per suggellare il legame tra Firenze e la Nazionale. Il breve passaggio auspicato, Viola Park-Coverciano, l'hanno però fatto in pochi negli ultimi anni. Ad aver confidenza con le chiamate prima del Ct Spalletti e ora di Gattuso è soprattutto Moise Kean, che stasera è chiamato a trascinare l'Italia alla finale playoff (vedremo se partendo da titolare o dalla panchina).
Per il resto qualche comparsata di altri calciatori e un dato che ai suoi tempi non aveva certo fatto piacere a Commisso: nell'estate del 2024, per gli Europei in Germania, nella lista di Spalletti non c'era neanche un 'fiorentino'. La mission aziendale è stata però sempre chiara: premiare i prodotti a chilometro zero, che siano delle giovanili o a giro per l'Italia. E lo si è visto anche dalle ultime scelte di mercato: la Fiorentina è stata la squadra che ha comprato più italiani negli ultimi due anni (escluse le neopromosse). Soprattutto quella attuale, è una rosa che Stanis La Rochelle con un pizzico di disprezzo non rinuncerebbe a definire 'Molto italiana'. Lo si vede sia dall'elenco dei calciatori - su 28, 17 sono italiani- sia soprattutto dal minutaggio concesso loro prima da Pioli e poi da Vanoli: la Fiorentina è terza per minuti concessi ai calciatori italiani, con Cagliari (prima) e Cremonese (seconda) l'unica ad aver sfondato il muro dei 1700 minuti - fanalino di coda il Como, con poco più di 40' 'grazie' a due subentri di Goldaniga'.
Eppure, per la mole di 'merce' messa sul bancone, le convocazioni in Nazionale sono scarne: e dire che Roberto Piccoli, ma soprattutto Nicolò Fagioli e, perché no, Fabiano Parisi, oltre a Luca Ranieri, sarebbero tutti profili 'nazionabili'. Il rapporto Firenze-Italia è burrascoso anche sotto il piano del tifo. Perché sappiam bene che da queste parti qualcuno sventola come fosse la bandiera del regno Borbonico il mantra 'la Fiorentina è la mia Nazionale' - anche questa una degenerazione del tifo 'molto italiana'-. La speranza è che stasera, anche loro, si ricordino che sulla loro carta d'identità (purtroppo per loro) non c'è scritto "Granducato di Toscana" e che possano ritrovare un po' di amor proprio e di patria seppellendo l'ascia di guerra impolverata da secoli. E che magari, a far far pace tra loro e l'azzurro, ci possa essere Moise Kean.