Vanoli sfida il John Wick della salvezza: il dato su Davide Nicola che preoccupa la Fiorentina
"Quello è il mio posto". Un Davide Nicola alla Sheldon Cooper penserà questo stasera, incrociando le mani con Paolo Vanoli. Fiorentina diciassettesima, Cremonese diciottesima, a un punto in meno. E' stata presentata da entrambe le parti - più dal lato viola - come una sfida senza un domani, una sorta di spareggio salvezza a dieci giornate dal termine. In questo incrocio apocalittico, la Cremo potrà contare sul fattore DN, la sigla del proprio allenatore. Perché Davide Nicola, appunto, è il John Wick della salvezza; capello lungo, a spazzola, sguardo deciso, il carisma di chi riesce a tirarsi fuori da ogni situazione facendo in continuazione sfoggio di doti da escapologia degne di David Copperfield. C'è una statistica che ad alcuni tifosi viola può aver tolto il sonno nelle recenti notti: Nicola è mister diciassette, inteso come la posizione di solito occupata dalle sue squadre a fine corsa.
Andando in ordine crescente di difficoltà, Empoli edizione 2023-24 (rete di Niang all'ultimo respiro contro la Roma e Frosinone spedito in B), Torino 2020/21 (in corsa, a sostituzione di Giampaolo), Salernitana 2021/22 (la famosa salvezza costruita con Walter Sabatini, con quella percentuale di realizzazione, 7%, diventata uno slogan) e poi Crotone 2016/17 (la sua opera prima e più bella, la sua Gioconda, 21 punti in 15 partite e sorpasso ai danni dell'Empoli con un Falcinelli in versione Lewandowski). Questo poker di salvezze ha un unico comun denominatore, oltre al tecnico, la posizione finale: diciassettesima. Quattro diciassettesimi posto a diverse latitudini, di hortomuso. Per questo a Cremona non sono preoccupati dal periodo horror cominciato a dicembre: ultima vittoria a Bologna, tre mesi fa appunto, 4 punti - e 4 reti fatte - nelle ultime 14 giornate. L'impressione è, che per i suoi standard, la sua Cremo sia partita troppo bene. Ma quando il cinquantatreenne da Luserna San Giovanni entra 'in the zone', si trasforma. La fiducia quindi da parte del club grigiorosso è rimasta totale nonostante il periodo, soltanto per il nome e il curriculum di un tecnico che arriva da tre sconfitte consecutive.
La Fiorentina dovrà giocare ancora contro questo, ma lo sta facendo da mesi. Dalla sensazione di essere un'imbucata a un fight club per cui non ha vestiti né calli adatti, mentre davanti si trova una sorta di 'Mickey lo Zingaro' - Brad Pitt in the Snatch - e una serie di sgherri d'èlite, tra cui Luperto e Baschirotto (quest'ultimo infortunato), due che a queste latitudini di classifica ci sguazzano. L'esperienza in certi casi conta: Nicola ha almeno sei campionati passati a sgomitare, a sporcarsi le mani e a razzolare nel torbido delle ultime giornate, Vanoli se la sta facendo in un contesto straordinario, in tutti i sensi. Stasera la Fiorentina giocherà contro i suoi demoni ma soprattutto contro lo spettro più grande, che si troverà in panchina, con la tuta grigia e lo sguardo di chi ci è già passato.