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Viviano: "Fossi in Gravina sarei già emigrato, è incredibile che non si sia dimesso"

di Alessandro Di Nardo

Intervenuto come ogni mercoledì su Radio Firenzeviola, nella trasmissione "Uno di noi", l'ex portiere oggi opinionista Emiliano Viviano ha detto la sua su tracollo della Nazionale italiana, battuta ieri ai rigori dalla Bosnia e di nuovo fuori da un Mondiale: "A me sembra impossibile che non si sia dimesso il Presidente Federale. Io fossi stato in lui sarei emigrato. Siamo uno dei paesi migliori nello sport, insieme ai paesi balcanici abbiamo una varietà di talenti incredibile. Siamo portati ad avere successo nello sport. Io ho dei figli che giocano: nelle scuole calcio non si costruisce e non si insegna niente, si va solo a dire "oggi ho perso, oggi ho vinto". Io sono arrivato alla Fiorentina e ho incontrato Albertosi, Landucci e Pazzagli, ognuno di loro mi ha insegnato qualcosa. Si dice 'Non si difende più', non è vero perché ieri Mancini ha fatto una partita gigantesca. Ma ci son tante cose da dire, anche sul fatto che insistiamo sempre con questo diavolo di 3-5-2, sul modello Conte o Simone Inzaghi. Ma l'Italia non è fatta per questo sistema. I ragazzi e lo staff tecnico sono gli ultimi responsabili. Gattuso lo abbraccerei: uno con quella carriera che si è presa una patata bollente così è da ammirare, gli chiederei "Ma chi te l'ha fatto fare?". Questo ha fatto i chilometri negli ultimi mesi per fare le cene in giro per il Mondo, tutto questo perché non gli hanno fatto fare gli stage. Poi ragazzi, smettiamola con la ca****a del "I ragazzi non giocano per strada", quella veramente è una frase detta così per dire. I ragazzi ci sono, sono diversi ai giorni d'oggi ma ci so no".

Kean può accusare il colpo dell'eliminazione?: "Ognuno di loro pagherà questa cosa. Se hanno un minimo di senso di responsabilità sanno il danno che hanno fatto per il paese. Io nei loro panni mi sarei sentito male e glie l'ho detto sentendoli anche prima della partita. Hanno avuto addosso una responsabilità grossa. Io ho paura delle ripercussioni generali più che per la testa libera per la Fiorentina. È pesante per noi questa delusione, pensate per loro".

Come ti aspetti che riparta la Fiorentina dopo questa sosta?: "Se fosse una Fiorentina normale sarei in grande fiducia visto che viene da delle buone prestazioni. Io però non so cosa aspettarmi e ho più paura a giocare con il Verona che magari con Milan, Inter o Juventus. Si tratta quasi di un match point, vai a giocare con una squadra con enormi limiti e che è già quasi retrocessa. Potrebbe essere un boost per il finale di stagione. Lo scalino più grande in Europa lo abbiamo ora con il Crystal Palace".

Rugani provato titolare al posto di Pongracic?: "Rugani se proprio vuoi farlo giocare devi farlo giocare in una gara in cui pensi di fare blocco basso. Con il Verona non sarà così visto che davanti hanno gente veloce, io metterei Comuzzo che tiene più botta, o magari alla fine ce la fa Pongracic".

Perché si pensa ad adattare Parisi a destra invece di far giocare Fortini o Kouadio?: "C'è paura di far giocare i giovani e di bruciarli, non c'è coraggio. Ci si tuffa sull'esperienza. Parisi a destra lo metti solo in difficoltà. Se hai uno veramente forte nel ruolo di terzino allora magari lo puoi anche adattare, Parisi però non è un fenomeno e non ha senso cambiarlo di fascia".

Ti aspettavi di più da Harrison?: "Non è Solomon o Gudmundsson, sarei curioso di vederlo in una squadra che fa più possesso e pressione. Non mi è piaciuto tantissimo al contrario di Solomon".

A Verona chi schiereresti tra Solomon e Gudmundsson?: "Io cercherei di farli coesistere. Però se sta bene gli altri aspettano e gioca lui. Ha coraggio e spregiudicatezza nel saltare l'uomo, a me piace molto".

Ascolta il podcast per l'intervista completa.


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