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“Voi comaschi, noi colle femmine”: lo striscione che ha fatto la storia (e che oggi servirebbe più che mai)

di Andrea Giannattasio

C’è stato un tempo in cui, a Como, i sostenitori della Fiorentina arrivavano anche in cinquemila. Erano anni in cui il calcio aveva un volto diverso: non c’erano restrizioni, il politically correct non si sapeva cosa fosse e le partite si vivevano con una leggerezza che rappresentava il tratto distintivo di ogni domenica. Al di là di ciò che racconta oggi la classifica - con la Fiorentina alla ricerca disperata di punti salvezza e il Como, fresco di qualificazione alle semifinali di Coppa Italia, che sogna per la prima volta un posto in Europa - lo stadio Sinigaglia resta il palcoscenico di quello che è stato lo striscione più iconico e divertente mai realizzato dalla curva Fiesole: "Voi comaschi, noi colle femmine".

Dallo striscione al premio
Un gioco di parole semplice ma geniale,
esposto durante Como-Fiorentina del 18 dicembre 1988 e firmato dal gruppo “Supporters”, che è entrato nella storia al punto da essere imitato anche da altre tifoserie. Quel lenzuolo conquistò la ribalta nazionale grazie a Striscia la Notizia e al suo storico inviato fuori dagli stadi Cristiano Militello, e anni dopo, nel 2005, venne premiato dallo stesso comico toscano insieme a Gianni Rivera nella rassegna “Scudetto degli striscioni”. L’ideatore era Ferruccio, un ragazzo che lavorava come portantino a Careggi.

Quella curva deserta
A pochi giorni da questo insolito testa-coda del campionato di Serie A, con la curva ospiti chiusa ai tifosi viola per la seconda trasferta consecutiva - dopo i fatti di metà gennaio a Bologna - il pensiero torna inevitabilmente a quello striscione diventato simbolo di un’epoca. Un calembour capace di racchiudere tutta l’ironia dei tifosi toscani e che, forse, oggi più che mai servirebbe per alleggerire un momento complicato come quello che sta attraversando la squadra di Vanoli.


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Giovedì 12 febbraio
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