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Vanoli (s.stampa): "Bravo De Gea sulle palle alte. Fortini recupera, Kean..."

di Giacomo A. Galassi
Fonte: da Cremona, Andrea Giannattasio

Dopo la vittoria contro la Cremonese, il tecnico della Fiorentina Paolo Vanoli ha parlato così in conferenza stampa: "Quando si vince è facile parlare bene. Faccio i complimenti ai ragazzi perché era da tempo che vedevo una crescita dal punto di vista mentale e questa vittoria è una conferma. Siamo stati bravi a prepararla in tre giorni nel migliore dei modi, era una partita difficile perché con Djuric iniziano a mettere queste palle complicate da gestire. Ma abbiamo tenuto il nostro equilibrio e abbiamo fatto azioni importanti per segnare. Secondo me dobbiamo fare meglio nella gestione del risultato perché abbiamo continuato con lo stesso ritmo sul 3-0, dovevamo avere un po' più di pazienza. Anche chi è entrato voleva andare in avanti, però dobbiamo pensare anche al fatto che tra due giorni si gioca di nuovo. Bravo anche De Gea ad aiutarci sulle palle alte. Gosens ha avuto un trauma toracico, Ranieri alla fine ha avuto dei crampi e a quel punto ho abbassato Brescianini da terzino".

Qualcosa è cambiato con oggi?
"Dobbiamo stare piedi per terra perché l'obiettivo è ancora lontano, però stiamo interpretando meglio le partite. Mi spiace che a volte non riusciamo a raggiungere questi risultati in casa ma forse in trasferta siamo un po' più lucidi. Quando sei lì sotto bisogna aver la capacità di essere lucidi, questi ragazzi ci hanno provato. L'obiettivo principale è salvarsi anche se per una squadra come la Fiorentina è un obiettivo basso. Ora pensiamo al ritorno di Conference che sarà tosto perché stasera abbiamo sprecato tante energie".

Fortini può recuperare?
"Sì. Ha avuto un fastidio e l'abbiamo lasciato a riposo per precauzione. Kean lo stavo per mettere dentro poi Ranieri ha avuto i crampi e ho fatto un'altra sostituzione".

Questa è la terza ressurrezione della Fiorentina...
"Lasciamo fare le resurrezioni, io cosa voglio l'ho già detto...".

Come ha preparato questa partita?
"Il di più non si può fare e bisogna avere l'intelligenza di capirlo. A volte questa squadra ha quello che si merita, ma anche in casa capire che il di più non si può fare è una grande cosa. A Udine era l'ultima partita di un ciclo e non eravamo pronti. Ora rigiochiamo in Conference e non devo tirare il collo a qualche giocatore. Da quando sono qua ci sono stati pochi giorni felici quindi ci siamo abituati. L'abbiamo preparata bene, stando insieme e riposandoci. Ora ci saranno 9 partite dure, con l'Inter torneremo dalla Polonia".

Il modulo conta?
"A quattro per me non era un problema della linea difensiva ma dell'attacco perché non sapevo chi mettere. Per questo ho ritardato. Poi Parisi ha mostrato il suo spirito d'adattamento e anche per me è stata una sorpresa. Solomon ci stava dando tanto prima dell'infortunio. Abbiamo lavorato per posizionarci al meglio nell'ultimo terzo e sono stati bravi a farlo. La squadra inizia a recepire".


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