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VOLTARE PAGINA

di Marco Gori

Niente da aggiungere a quanto scritto dal nostro Tommaso Loreto sulle ignobili minacce subite da Riccardo Montolivo. E nemmeno a quanto sostenuto la scorsa settimana da Leonardo Petri sulla posizione assunta dalla Fiorentina nella vicenda riguardante il suo ex-capitano. Anzi, qualcosa da aggiungere ci sarebbe, ma non vogliamo passare per "rosiconi". E non perché ci faccia paura l'attribuzione di tale termine, semplicemente perché in questa rubrica si parla di mercato, un argomento in cui, in maniera particolare, occorre stare il più possibile al di sopra delle parti. Tornando al caso Montolivo, abbiamo detto, e lo ribadiamo con forza, che si tratta di una vicenda in cui tutti escono sconfitti. Quando arriverà il momento della separazione, ci saranno una società che non ha saputo gestire al meglio un proprio capitale, un direttore sportivo non del tutto esente da colpe ed un giocatore che si presenterà al proprio nuovo club non certo con le migliori credenziali. E' ormai innegabile che la Fiorentina è diventata una società estremamente cinica. Il che, da un punto di vista strettamente legato alle dinamiche del mercato, non è per forza un difetto. L'importante è che al cinismo sia abbinata la coerenza. Un anno e mezzo fa, in maniera più rapida ma non certo meno indolore, si consumò il divorzio tra la Fiorentina e Cesare Prandelli. E in maniera altrettanto rapida fu scelto il successore dell'attuale CT della nazionale. Peccato che ad un allenatore nuovo sia stata affidata una squadra vecchia, Buttando così al vento una stagione. Quale sarà il futuro di Montolivo lo abbiamo capito tutti. Ormai non è più una questione di "se", ma, e solo in parte, di "quando" e di "come". E non è un caso che proprio in questi giorni alla Fiorentina vengano accostati i nomi di molti centrocampisti, come ad esempio Mulumbu e Maiga. Nomi sicuramente meno altisonanti rispetto a quello del 26enne di Caravaggio, ma non per questo da sottovalutare. In fondo, chi erano Hamsik e Inler quando sono approdati a Napoli e Udine? Anzi, chi si occupa di mercato non esclude che si possa trattare di giocatori forse già fuori dalla portata della Fiorentina. Ed è proprio qui il problema: la Fiorentina, riguardo ad uno dei suoi giocatori più rappresentativi, ha deciso di voltare pagina, e lo ha fatto nei modi che abbiamo descritto prima. Ora deve portare avanti la propria linea senza tentennamenti, e, soprattutto, senza accampare scuse. Ammettendo di non poter sostituire Montolivo perché dalla sua partenza non ricaverà un bel niente. Oppure decidendo di puntare su un giovane sconosciuto. Ma senza nascondersi dietro attenuanti che non stanno ne' in cielo ne' in terra. Behrami davanti alla difesa è senz'altro una felice intuizione. Ma, e non ci stancheremo mai di ripeterlo, all'attuale Fiorentina i centrocampisti di ruolo mancano eccome. E tale carenza si accentuerà con la partenza di Montolivo. Che non è paragonabile ad un Antognoni e nemmeno a un Pecci ma resta un centrocampista nel senso stretto del termine. Il resto sono solo chiacchiere. Come Santana e Jorgensen mediani nel 4-2-3-1 e Pastore non acquistato perché Prandelli (ma quando mai?!) giocava col 4-4-2.