Bernardeschi: "Sousa è uno dei tecnici che umanamente mi ha dato di più"
L'ex esterno della Fiorentina e attuale giocatore del Bologna, Federico Bernardeschi, ha rilasciato una lunga intervista al podcast La Tripletta de La Gazzetta dello Sport, queste alcune delle sue dichiarazioni sul tema nazionale e sul suo passato, anche in viola:
Ha mai parlato con Gattuso da ct?: "Non ho mai parlato con lui, tranne quando è venuto a fare il giro delle squadre, ci siamo scambiati proprio due parole".
Paura in vista del playoff?: "È una paura reale, ma è giusto che ci sia, l'importante è che non diventi fobia. Deve farti alzare l'asticella per essere pronto a giocartela. Tutto l'ambiente esterno deve imparare a iniziare ad aiutare perché è un bene di tutta l'Italia. Mi è sembrato che quasi le persone godano se gli Azzurri vanno male e questa è una cosa brutta. Non vedono l'ora di dirti che sei scarso, di giudicarlo per due partite".
Cosa le hanno lasciato i vari allenatori avuti in carriera?: "Mancini è quello che mi ha dato di più dal punto di vista umano insieme a Sousa. Un po' come il padre che ti dà il consiglio, ma si fida di te. Lui sapeva cosa gli potevo dare io, quella consapevolezza mi ha dato tanto. Sarri tatticamente è quello che mi ha dato di più, a livello di idee, dell'essere maniacale. Quello che non ha funzionato è stato che non avevi il contesto giusto per far suonare quella sinfonia, c'erano situazioni più grandi".
Sul tema dell'omosessualità nel calcio?: "C'era un periodo nel quale tutti pensavano fossi gay... Credo perché non ci si fida ancora, soprattutto in un mondo chiuso come quello del calcio, si pensa che si faccia fatica ad accettarlo ed è sbagliato. Non è un ambiente facile, non ci si deve neanche più mettere l'attenzione. Possiamo solo sensibilizzare il più possibile".