Borja Valero: "Dopo la morte di mia madre non riuscivo ad andare avanti. Lo psicologo mi ha aiutato"
Borja Valero, ex centrocampista della Fiorentina, ha rilasciato un'intervista a Gianlucadimarzio.com nel corso della quale ha parlato di temi legati sia al calcio ma anche e soprattutto alla sua vita privata, con al centro la vicenda legata alla morte della madre. Queste alcune delle sue parole: "Quando ho scoperto della malattia di mia mamma mi è crollato il mondo addosso. Ho sofferto tantissimo, soprattutto quando mio babbo mi ha comunicato la decisione di non comunicare a lei quello che aveva e che sarebbe finita, andare in ospedale tutti i giorni a parlare con lei vedere il suo sorriso e come raccontava le barzellette e le storie, fuori mi faceva stare bene ma dentro mi faceva piangere il cuore. È stato un momento molto complicato in cui ho dovuto chiedere aiuto a uno psicologo perché non riuscivo ad andare avanti altrimenti. Ho avuto la fortuna di parlare con una persona che mi ha dato una mano grandissima e comunque quei quindici giorni insieme a lei sono stati fantastici, ho imparato a sorridere alla vita. Lei era un pezzo di me".
Su Firenze e la Fiorentina: "Firenze per me è diventata casa, la Fiorentina una seconda pelle. Avevo deciso di chiudere la mia carriere in viola. È stato il giusto saluto al pallone".
Su Astori: "Davide lo porto con me ogni giorno, cerco di mantenere vivo il suo ricordo. È nel numero 13 attaccato alle chiavi di casa, è in tutte le mie giornate".