.

JOAQUIN, Montella mi disse di andare altrove. Io...

di Redazione FV

L'ex viola, Joaquin, si ritirerà al termine di questa stagione. L’esterno spagnolo, attualmente in forza al Betis, si è raccontato a Dazn. Queste le sue parole in merito all’esperienza a Firenze, maturata tra il 2013 e il 2015: “I miei due anni a Firenze penso abbiano avuto due tappe. La prima, quando sono arrivato, quando mi sono ambientato. Il trasferimento della famiglia, giocavo poco, ho fatto un po’ di fatica. Il secondo anno è stato completamente differente. La mia vita è cambiata del tutto, per mia moglie, le mie bambine. Abbiamo conosciuto tante persone, condotto una vita diversa. Mi sono divertito tantissimo. Il gol del 3-2 alla Juve su assist di Borja Valero? Che partita pazzesca, se penso che perdevamo 2-0 a fine primo tempo. Ricordo anche il gol da fuori al Palermo, che gran tiro, ed il gol di testa al Milan. Di gol di testa ne avrò fatti 3 in tutta la vita”.

L'andaluso prosegue: “L'anno a Firenze partì male. Montella mi disse di cercami un’altra squadra! Io gli risposi male. A una settimana dall’inizio del campionato penso: ‘Ora dove vado?’. Avevo già iscritto le bambine a scuola, cambiato casa. Non sapevo cosa fare e gliel’ho detto. Lui mi dice che gli dispiace, ma non aveva idea della notizia che mi aveva dato. Io mi sono detto: "Resto e sopporto la situazione". All’inizio mi allenavo da solo. Poi ho chiuso la stagione da protagonista. Col Verona ad esempio, parto in panchina. Entro, e da lì…cambiò tutto. Non mi tolse più. Guarda com’è strano il calcio”. 

Sull'addio burrascoso alla Fiorentina: “Non mi è piaciuto il mio addio alla Fiorentina. É stato spiacevole perché credevo fosse il momento giusto per tornare. Quando hai quasi 35 anni, pensi che siano treni che non ripassano più. In un altro momento poi magari diventa difficile tornare. Vero, ho accelerato la mia partenza, ma non fu così facile. Paulo Sousa mi invitò ad andare a casa perché mi vedeva soffrire, non ci stavo con la testa. Il mio obiettivo era far capire che avevo bisogno di tornare al Betis. Però quello prima era stato un anno molto importante ed ho un bel ricordo di Firenze, sia professionalmente che personalmente. In campo mi sono divertito tantissimo. Un giorno perfino mia moglie mi disse: "Perché non rimani?" Io le dissi che mi aveva chiamato il Betis e che lei sapeva cosa significasse per me. Lei però sarebbe rimasta a Firenze! Immaginate quanto stavamo bene lì”.