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Capparella: "Sono stati difficili da battere. Braschi? Sono contento per lui"

di Redazione FV
Fonte: dal nostro inviato Andrea Giannattasio

La Fiorentina Under-18 vince ancora, questa volta contro i nigeriani dello One Touch. Terza vittoria in tre partite disputate alla Viareggio Cup, che valgono la vetta solitaria del girone. Queste le parole di Mister Capparella al termine della partita: "Abbiamo un po' affrettato le giocate nel primo tempo. Dovevamo essere più pazienti, perché loro si chiudevano dietro e ripartivano veloci. L'abbiamo sbloccata e poi abbiamo rischiato qualcosa nel finale".

Senza nulla togliere alle altre partite, questa vitttoria vi dà un'altra dimensione nel torneo?
"È un po' diverso, perché loro erano forti fisicamente. Siamo stati bravi, non era semplice. Lo One Touch lo avevo già visto giocare e mi era piaciuta tanto. È un test importante e sono contento dei ragazzi che oggi hanno messo tutto in campo".

Che valore ha questa partita contro i nigeriani?
"A livello di forza fisica sono più forti di noi e si è visto anche in campo. Nel primo tempo dovevamo essere più pazienti, ma è normale che i ragazzi vogliono andare a segnare. È giusto così, perché anche io quando giocavo ero in questo modo. Lascio loro spazio di scelta in attacco. Mi fa piacere che ogni tanto provino la giocata individuale e lo pretendo, perché lo hanno nelle corde".

Avete tenuto botta a una squadra che faceva della velocità la loro arma migliore...
"Sì, loro sono molto bravi a chiudersi e ripartire. Sono stati difficili da battere. Abbiamo creato poco. Abbiamo avuto occasioni, che potevamo creare in modo diverso, invece siamo stati un po' capoccioni a voler per forza passare centralmente. Proprio questo ho detto ai ragazzi a fine primo tempo e siamo riusciti a sbloccare la partita".

Quale è il suo pensiero al premio in memoria del Presidente Commisso?
"Oggi stava qui con noi, tifava dall'alto. Ci ha lasciato una struttura fantastica. Negli anni ci ha lasciato la sua umiltà. Una persona di una bellezza unica e ogni volta che arrivava da New York ci veniva a cercare per abbracciarci. Ci manca tanto e spero di dargli soddisfazioni e gioie dall'alto".

Che emozione si prova a vedere un calciatore che si è allenato esordire in prima squadra?
"È sempre una gioia e un'emozione. Io ho allenato Braschi in U15 e U16. Sono contento per il ragazzo e spero che nei prossimi anni ne arriveranno altri. Negli ultimi anni ce ne sono stati tanti e siamo molto contenti di questo".


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