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COGNIGNI, MONTELLA, PRADÈ, IL MERCATO, I RUOLI ED IL FUTURO: A CIASCUNO IL SUO

di Marco Conterio

In un momento dove nulla va come vorresti, forse la ragione non è mai da una sola parte. Non ha ragione Vincenzo Montella, che sbaglia attaccando la tifoseria. Non ha ragione la proprietà, che si chiude a riccio sui propri errori, decisionali. Non ha ragione forse neanche chi irride, chi lancia gli olè, col cuore e con l'anima straziati dal tonfo d'Europa. No, la mente calda e le reazioni di pancia sono sempre quelle sbagliate, seppur istintive. Magari sincere, ma talvolta sono reazioni, più che azioni. Sicché Montella ha detto cose che un allenatore mai dovrebbe dire, la tifoseria si è sentita atterrita e spalle al muro e per questo ha deriso.

C'è semmai qualcosa oltre, a tutto questo, da capire. Quando la Curva Fiesole attacca Mario Cognigni, è vero che attacca direttamente la proprietà. Involontariamente, però, perché la bordata non è stata mirata ai fratelli Della Valle ma nei confronti di una loro scelta. Cognigni, del quale abbiamo qui su queste colonne riconosciuto i meriti e le idee, i rapporti intessuti a doppia mandata con agenti di caratura internazionale, è uomo dei conti sopraffino. Ma non di calcio. E' amministratore di spessore, uomo d'azienda di livello, ma quel che probabilmente gli è stato imputato, è l'aver accentrato su di sè anche altre competenze.

Il fatto di aver visto Eduardo Macia interrompere anzitempo il suo rapporto con la Fiorentina ne è segnale. Quello di avere un direttore sportivo, al 22 maggio, col contratto ancora in scadenza, è sintomo di strategie sportive ancora poco chiare. C'è anche un'altra figura, quella di Andrea Rogg, a rendere quella viola un'azienda ben strutturata, moderna, efficiente. Però, come la ECA ha illustrato in una recente pubblicazione, le società devono avere compartimenti non proprio stagni ma ben definiti. 'A ciascuno il suo', giustappunto. Ci fosse maggior chiarezza, sia a livello di comunicazione, ma anche di ruoli, posizioni e definizioni, ecco che allora pure Vincenzo Montella forse mitigherebbe le dichiarazioni. Insomma, non è certo il segreto di Pulcinella che, seppur non certo di prandelliana memoria, il rapporto del tecnico con Cognigni non sia oggi di quelli idilliaci.

Giusto per spiegare e per chiarire. "Montella non sapeva neanche che sarei arrivato". Parole, di giorni fa, di Marko Marin, talento arrivato grazie anche alla mediazione del presidente viola, indubbie qualità ma che il tecnico non conosceva. Quella di una maggior comunicazione (già, proprio lei) tra parti e reparti sarebbe il miglior modo per ripartire. Montella vorrebbe, e da allenatore con chiaro profilo inglese c'è da capirlo, maggior peso sul mercato. Un contatto diretto con Pradè (se, come pare, rinnoverà) e con Angeloni, sarebbe certo meglio che vedersi arrivare giocatori sconosciuti. Cognigni, intanto, ha dimostrato, coordinando con la parte dirigenziale, cessioni pesantissime come Nastasic, Jovetic, Cuadrado, giusto per dirne tre, di essere eccellente uomo dei conti. Così come Macia lo è (era, in viola) per lo scouting e Pradè nell'indivudiazione dei giocatori e nei rapporti di mercato. A ciascuno il suo. A freddo, sembrerebbe la miglior situazione. Sempre che non sia troppo tardi.

Di Marco Conterio
Caporedattore, Tuttomercatoweb.com