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DA SAN SIRO UN'AUTOSTRADA PER IL QUARTO POSTO: ORA IL CALENDARIO AIUTA. IL PUNTO SU ROSSI E GOMEZ

di Andrea Giannattasio

Da San Siro arriva uno squillo inequivocabile, un lungo tappeto rosso che si stende dal Meazza per tutta l'A1 e arriva dritto dritto all'Artemio Franchi. Il quarto posto è nelle mani dei viola, è un traguardo che ormai la Fiorentina riesce a vedere davvero da vicino. Merito dell'ennesima prova incolore dell'Inter, che non va oltre un modesto 2-2 contro il Bologna e che ancora una volta dimostra tutti i propri limiti in fase difensiva e di impostazione. I numeri di viola e nerazzurri, del resto, parlano chiaro: nonostante un evidente momento di flessione della squadra di Montella (che in tutto il mese di marzo ha collezionato appena sette punti in sei partite), gli uomini di Mazzarri, in un pieno maremoto di panchina, non sono riusciti ad azzerare tutto il distacco che si era accumulato sui viola nei mesi precedenti (anche per i nerazzurri nel mese di marzo si contano appena 9 gradini saliti in classifica), riuscendo persino ad allontanarsi dopo che l'aggancio alla Viola, calendario alla mano, sembrava ormai una cosa fatta.

Il gol di Konè, realizzato in goffa collaborazione con Cambiasso e Rolando, apre quindi un'autostrada alla Fiorentina, che oggi contro un'Udinese ridotta all'osso (mancheranno, lo ricordiamo, Domizzi, Pinzi e Di Natale) deve in ogni modo riuscire a conquistare una vittoria. Con o senza bel gioco. Con o senza i gol di Alessandro Matri, sempre più vicino a sedersi in panchina (non accadeva dalla vittoria in campionato contro il Napoli, ma allora c'era un certo Mario Gomez dal 1' in campo...). Un successo contro i friulani non soltanto permetterebbe a Montella di preparare psicologicamente nel miglior modo possibile il finale di stagione (da ora fino a maggio si giocherà ogni sette giorni) ma garantirebbe di staccare in graduatoria i nerazzurri di cinque punti, con un calendario che adesso - sulla carta - premierà proprio la truppa viola, attesa da un solo big-match da qui al 18 maggio, quello del 19 aprile contro la Roma. Per l'Inter, invece, la montagna si fa dura da scalare, perché dopo la gara di Marassi contro la Samp le avversarie avranno i nomi di Parma, Napoli e Milan, Lazio, laddove invece la corsa a tappe gigliata proprorrà Verona, Roma, Bologna e Sassuolo. Vagamente meglio.

E proprio a cavallo tra le ultime due settimane di aprile, Montella conta di riavere a disposizione almeno una delle due punte di diamante di casa viola. Il più vicino al rientro è Mario Gomez, che terminato il proprio lavoro di palestra in Germania (il tedesco tornerà in Italia mercoledì) avrà a disposizione 10-14 giorni di lavoro in campo con la squadra prima di tornare ad assaggiare il campo. L'obiettivo, nemmeno poi tanto nascosto, è quello di riavere a disposizione il panzer in uno stato di forma più che accettabile per la finale di Coppa Italia. Per Pepito, il discorso è diverso: sotto il profilo atletico Rossi sta paradossalmente meglio di Gomez e, se pur a scartamento ridotto, potrà garantire il suo apporto nelle ultime giornate. La precauzione nei confronti del numero 49 però sarà massima e pertanto non è escluso che il ritorno in campo del giocatore possa essere rinviato direttamente alla notte di Roma del 3 maggio.