Dopo Como non ci sono più attenuanti: mai più ricadute di prestazioni e risultati. Per la salvezza serve una squadra così. Fagioli dirige, Parisi l’umiltà al potere. Nel gelo di Bialystok un bel turn-over
All’alba del 2026 c’erano stati la vittoria con la Cremonese, unico scontro diretto aggiudicatosi dai viola fino ad oggi, poi i pareggi con Lazio (Olimpico) e Milan (Firenze), infine la vittoria di Bologna il 18 gennaio. Dopo il Dall’Ara pareva che la Fiorentina avesse strambato finalmente in direzione salvezza. Anzi, i seguaci di Tonino Guerra - in servizio permanente effettivo in riva all’Arno - forti del loro “super ottimismo”, già preconizzavano una rapida risalita addirittura per la zona Conference… Invece la Fiorentina improvvisamene è ricaduta in una crisi di risultati e di prestazioni, intese, quest’ultime, soprattutto in chiave temperamentale. Quando la strada pareva segnata ecco arrivare in sequenza le sconfitte con il Cagliari al Franchi, col Como negli ottavi di Coppa Italia e col Napoli il 31 gennaio. Viola di nuovo nel baratro, strangolati dalla paura di retrocedere, polemiche e Vanoli rimesso sulla graticola.
Sarà stato per l’avvento di Paratici, sarà stata la consapevolezza che i bonus erano terminati, a 14 turni dal termine la Fiorentina ha dato un colpo di reni, con l’elasticità di un portiere. Il successo di Como è stato prodotto attraverso 96 minuti di continuità, di combattimento, di concentrazione, di attenzione difensiva - De Gea non si è sporcato i guanti - e di convinzione. Il Como certamente non è capitato nella sua migliore giornata, ha pagato i tre impegni settimanali e la “sbornia” di Napoli. E’ stato però anche abbastanza presuntuoso e alla fine è stato colpito giustamente dalla Fiorentina. Applausi ai viola, ma fermiamoci qui. Perché adesso le attenuanti sono evaporate. Quello che è successo all’inizio dell’anno non dovrà più accadere: non ci dovranno essere più ricadute come nel post Bologna. La lezione dovrebbe essere stata impartita a dovere. Anche perché restano solo 13 partite e 39 punti in palio. La Fiorentina, a occhio, ne deve fare 14-15 per essere tranquilla. A partire dal derby di lunedì prossimo contro il Pisa, una sfida da dentro o fuori, senza discussione.
Tra i viola a Como non ha steccato nessuno. Vanoli non ha sbagliato una mossa e ha gestito al meglio la gara. Il ritorno di Ranieri è stato positivo, Kean ha ritrovato il gol in trasferta che mancava dall’ultima del campionato scorso a Udine (2-3), la difesa in generale ha funzionato bene, ma ne scegliamo due in particolare tra i protagonisti: Fagioli, il regista, e Parisi, l’umile. Entrambi hanno fabbricato un rendimento eccellente. Fagioli si sta calando sempre di più nel nuovo ruolo, sta imparando anche un pò di fase di interdizione. Parisi, che ha incassato gli elogi di Fabregas, ha una frequenza di passo che non ha nessuno nella Fiorentina. Mulina velocemente le gambe e riesce sovente ad uscire vincitore in mezzo al traffico. Rappresenta l’umiltà al potere e questo ci piace molto. Bravo Fabiano. Peccato per l’autorete: ma è venuta col piede debole e sono cose che possono capitare. La sintesi del pomeriggio in riva al lago per la Fiorentina è questa: per salvarsi serve una squadra così.
Fino a qualche mese fa la Conference equivaleva a uno obiettivo concreto per i viola. Le due finali perse pesano, eccome. La voglia di rivalsa era tanta, ma poi la stagione ha presentato un conto salatissimo. Ora c’è solo una meta: la salvezza. Tutto il resto se non è un ostacolo, poco ci manca. Paratici lo ha spiegato bene in conferenza stampa: in campo si va per vincere dappertutto, ci mancherebbe altro, ma bisogna anche programmare le cose senza perdere di vista il bersaglio principale. Tradotto: nel gelo di Bialystok, si giocherà alle 21 con 7-8 gradi sotto lo zero, i viola si batteranno con onore, sperando di proseguire nella manifestazione, ma se usciranno non sarà un dramma. Per tanto è prevedibile da parte di Vanoli un robusto e sensato turnover. Kouadio, Comuzzo e Fortini potrebbero trovare posto, così come quelle alternative che fino ad ora hanno giocato meno come Fabbian. Non è neppure escluso che tra i convocati rimanga fuori qualche big, è un’ipotesi.
Lo Jagiellonia vola in Polonia: è primo nella Ekstraklasa con 36 punti, sono 3 di vantaggio sulle due squadre seconde. Il modulo balla tra il 4-3-3 e il 4-2-3-1 e i giocatori più interessanti sono lo spagnolo Jesus Imaz con 14 gol stagionali all’attivo e il congolese Afimico Pululu che di reti ne ha segnate 15. I polacchi in casa in campionato viaggiano a 2,25 punti di media a partita. Per loro sarà la gara dell’anno perché la Fiorentina è italiana e ha fama europea. Le alternative viola sono comunque in grado di far fuori la capolista del campionato polacco. Come dice Paratici, la Fiorentina deve pensare a vincere ovunque, ma usando il cervello. Senza dimenticare che ci saranno alcune centinaia di tifosi viola e il loro amore andrà rispettato.