DUE FINALI, CHE BELLEZZA. L’EUROPA IN 6 GIORNI. ITALIANO E I SUOI: VOGLIA DI GLORIA. TORREIRA RESTA, NON SCHERZIAMO…
Che bellezza arrivare a questo punto della stagione e trovare una Fiorentina dentro fino al collo nella lotta per riscrivere se stessa, dopo anni di piena decadenza. Che successo non pensare alle vacanze, quando invece altri club sono già a programmare il futuro perché fuori dal presente. Che emozione pensare a due finali per la Fiorentina in appena 6 giorni che decideranno l’Europa.
Sotto con la Samp e non possiamo immaginare che partita sarà visto che oggi conosceremo i verdetti di alcune gare decisive per la salvezza. La Fiorentina potrebbe trovare una Sampdoria aggressiva, con gli occhi iniettati di sangue, oppure una formazione tranquilla e rilassata. E’ il calcio dello spezzatino, ormai è così. Prendere o lasciare.
Tutto sommato per i viola scendere in campo lunedì sera conoscendo alcuni verdetti non dovrebbe essere uno svantaggio. Tutto fa quando si combatte punto su punto, anche i dettagli hanno la loro importanza.
Tornerà Torreira del quale in queste ore si parla più per motivi legati al mercato, piuttosto che per la sua perizia calcistica, ben nota ai tifosi viola. E non solo. Entro il 31 maggio la società dovrà riscattarlo: siamo dentro a dinamiche e schermaglie che fanno parte della liturgia del mercato. Normale che la Fiorentina, protagonista del rilancio di Torreira, chieda una sconto. Lo fanno tutte le società, figuriamoci. Le strategie dei dirigenti non devono interessare più di tanto, molto più invece il prodotto finale: fate come vi pare, ma fate. Torreira deve restare a Firenze, non scherziamo. Pedina fondamentale nel calcio di Italiano, cioè di quell’allenatore che ha rilanciato in grande stile una squadra reduce da tre stagioni firmate Dario Argento.
E’ la Fiorentina di Italiano, così racconta tutta Italia e allora l’allenatore merita la fiducia, per altro conquistata sul campo. Torreira punto fermo su cui continuare a costruire.
Prima la Samp poi la Juve, per un 22 maggio che si annuncia incandescente. Italiano ed il suo branco hanno voglia di gloria. Gruppo ambizioso come è giusto che sia. Ambizione significa anche coraggio e questi viola ne hanno avuto. Mettendo in conto qualche brutta figura pur di ottenere ciò che si erano prefissati, ma era l’unica strada.
I dopo partita felici sono stati di gran lunga superiori a quelli da musi lunghi. Prima la gente alla stadio non ci andava per colpa del Covid, ma il merito della Fiorentina è aver riempito il Franchi, una volta che le limitazioni sono cessate. E’ stata una stagione divertente perché sotto la torre di Maratona è riapparso il calcio, latitante da anni. Questo è un altro traguardo raggiunto. Un mattone dopo l’altro. Adesso manca quello decisivo, il ritorno in Europa.
La Fiorentina non varca il confine dal 16/17, quando uscì contro il Borussia. Sembra passato un secolo, anche se in realtà è soltanto un lustro.
I viola sono vicini, vedono il traguardo, ma ancora devono pedalare. Testa bassa e spingere. Però hanno un vento favorevole alle spalle, la Tramontana di Firenze. Scende da Fiesole e ti fa volare. Non a caso passa dalla curva. Perché Firenze è unica, lo ha dimostrato anche contro la Roma. E’ una fortuna fare calcio in questa comunità. Chi pensa il contrario non ha capito bene come funziona questo sport.