Fiorentina, il passo avanti è nella testa: da "non-squadra" a squadra vera come a Como e in Polonia. Ma sarà vera svolta solo con la terza vittoria di fila, nel derby col Pisa. Lunedì attenzione agli spilungoni nerazzurri
Due vittorie di fila e pure in trasferta, la prima a Como (una sorpresa), la seconda in Polonia (altra sorpresa per il punteggio e per la formazione con pochissimi titolari schierata da Vanoli). Cinque gol segnati, uno solo subìto. Dovrebbe essere un rendimento normale per la Fiorentina e invece, come detto, è sorprendente. Ai viola non era mai successo in questa stagione di vincere due partite una dietro l’altra. E nessuna delle due vittorie, badate bene, è stata casuale. Anzi, il contrario. E’ stata cercata, voluta e conquistata come deve fare una squadra vera, una squadra che finora non era la Fiorentina. Lunedì pomeriggio il Pisa chiarirà tutto. Ci dirà se davvero i viola hanno svoltato, se hanno capito il senso della loro stagione che ha un
unico obiettivo finale: la salvezza. Noi andiamo cauti con l’idea della svolta perché in troppe occasioni la Fiorentina si è dimostrata di una inaffidabilità totale. Andiamo cauti però qualche segnale incoraggiante c’è stato e non riguarda solo i risultati, i tanti gol segnati e l’unico subìto. Riguarda invece il concetto di squadra.
Da non-squadra a squadra
Nella partita del Maradona c’era stato un momento, una rete, quella di Guiterrez, desolatamente indicativa per la Fiorentina. Il terzino di Conte aveva ballato davanti a Gosens per un tempo interminabile, prima di piazzare la palla di sinistro sul secondo palo, senza che nessun viola si degnasse di andare a raddoppiare. Sembrava che fossero solo fatti di Gosens. Ecco, quello era il concetto evidente di una non-squadra. A Como e in Polonia si è visto qualcosa di profondamente diverso. Nessuno ha risparmiato la famosa “corsa in più” per il compagno, l’idea di squadra ha preso corpo fino a diventare trainante.
Conoscere i risultati
Tutto questo deve avere per forza un riflesso sul derby con i nerazzurri, altrimenti perde di significato. La Fiorentina giocherà conoscendo già i risultati di tutte le altre concorrenti alla salvezza, anche se non è detto che sia un vantaggio visto che, pur nella migliore dell’ipotesi, i viola resteranno comunque al terz’ultimo posto. Ma un conto è finirci con la terza vittoria di fila, un altro conto è perdere la scia dei successi e restare fermi o salire anche di un solo punto. Sarebbe un brutto passo indietro, almeno sul piano dei risultati.
Il Pisa da trasferta
Il Pisa ha sei punti in meno della Fiorentina, ha segnato nove gol in meno e ne ha subiti tre in più. Ma questi dati non devono mettere i viola sulla pista sbagliata, non avranno di fronte una squadra rassegnata, tutt’altro. Anche perché se quelle stesse cifre vengono spacchettate, affiora un quadro un po’ diverso: in casa il Pisa ha fatto 7 punti in 13 partite, in trasferta ne ha fatti 8 in 12. Una certa differenza c’è già e nasce da un altro dato: i nerazzurri hanno diviso i 20 gol segnati in misura quanto mai paradossale, 4 all’Arena Garibaldi, 16 fuori casa. Peraltro, come tutti ricorderanno, all’andata la squadra allora allenata da Gilardino avrebbe meritato di vincere il derby, finito invece sullo 0-0. Il Pisa ha perso 12 partite, proprio come la Fiorentina, però poche volte è stato sottomesso nel gioco. E’ capitato a Bologna (0-4), a San Siro contro l’Inter (2-6) e in casa contro il Sassuolo (1-3), la sconfitta che è costata la panchina a Gilardino. Ma soprattutto contro le grandi, come Roma, Juventus e Milan, ha sempre tenuto bene il campo. Il suo problema
principale è la gestione delle energie: per un’ora è aggressivo e tiene alto il ritmo, poi cala.
Gli spilungoni
La Fiorentina dovrà studiare bene come marcare i pisani sui calci d’angolo. Quando parte il tiro dalla bandierina, nell’area dei viola si possono trovare giocatori con muscoli e centimetri notevoli: Touré (altezza 1,88) ha segnato di testa il primo gol pisano all’Arena, Durosinmi (1,92) con una gran capocciata ha firmato la sua prima rete in Italia, Canestrelli si presenta con i suoi quasi due metri (1,95 per l’esattezza) e Moreo porta i 191 centimetri come uno dei migliori colpitori di testa della Serie A. Poiché la Fiorentina sui calci piazzati a sfavore ha sempre avuto qualche problema, chissà quanto si raccomanderà Vanoli in questi giorni.