In attesa dell'Epifania anticipata, "2025 fuga da Firenze"?
Epifania, in greco antico manifestazione, irruzione del sacro nel mondo che avviene con la nascita di Gesù e poi diviene nota ai popoli quando dinanzi al Cristo bambino giungono tre anziani saggi della terra, i magi appunto, per la blanda assonanza il termine epifania divenne in volgare ‘ befana’ mescolando anche alcune suggestioni pagane col sacro. Ma per la Fiorentina quella che s’attende a giorni è un’epifania o befana anticipata al 5 gennaio, giorno in cui si sostiene da più parti giungerà in viola il nuovo dirigente Fabio Paratici, Paratici, redentore e uomo della provvidenza che certa stampa favoleggia sia già al lavoro per la Fiorentina, una narrativa, quella dell'uomo nuovo di fatica al comando, che ricorda la propaganda di qualche anno fa.
Del resto si sa, i tifosi, come talvolta il popolo, amano essere presi per i fondelli quindi chi è partito è sempre il male e chi giunge, al contrario, rappresenta il salvatore e il principio di ogni bene, risolutore di ogni guaio, sollievo di ogni angustia, perciò dinanzi a Fabio Paratici il nuovo santone viola staranno , come quelli portati dai magi alla capannuccia, i doni regali, resta da capire però cosa sarà oro, cosa incenso e cosa amara mirra. Alle brutte semmai ci faremo una birra dinanzi ad un’altra arma di distrazione di massa che al presidente Commisso servirà solo perché almeno per un po’ si richiuda la breccia di contestazione apertasi nei suoi confronti.
Per la catena di comando della Fiorentina infatti nulla cambierà poiché pare proprio che, salvo smentite, Paratici non avrà un contatto diretto con Commisso, tale privilegio resterà appannaggio del solo Ferrari, perciò l’arrivo dell’ex dirigente di Juve e Tottenham sarà una rivoluzione apparente per convincere la piazza che tutto muta, quando in realtà cambierà poco o nulla.
L’unico effetto del nuovo arrivo sarà la procrastinazione ulteriore di una contestazione aperta e diffusa dell’attuale proprietà americana, procrastinazione che ci si augura non sia fatale per le sorti della Fiorentina in quest’anno folle e funesto. Intanto mentre si attende che l’ennesimo professionista sotto contratto si liberi dai suoi precedenti impegni( il club viola ha il vizietto di tentare uomini già sposati come Italiano, Pioli e ora Paratici). In casa viola c’è chi si guarda intorno per portare via le chiappe dallo sprofondo verso cui sta correndo la locomotiva gigliata.
Infatti oltre che per il centenario del club l’anno 2025 rischia di venir ricordato sia per la terza retrocessione in B negli ultimi trent’anni, ma anche, per dirla con il titolo di una celebre pellicola di Jhon Carpenter (1997 fuga da New York): ‘2025 fuga da Firenze’. Secondo radiomercato è in effetti notevole l’elenco dei giocatori viola che potrebbero abbandonare la nave una volta affondata:da Richardson (che ha detto di volere andare via al Nizza) a Nicolussi Caviglia (verso Cagliari) a Viti (anche lui di ritorno al Nizza),e poi Marì e Mandragora (pupilli di Palladino che li vorrebbe a Bergamo), ma anche Dzeko, in uscita dopo aver riscosso la tombola di un anno di contratto grazie al suo procuratore Lucci che l’ha sistemato alla corte dell’amico Pradè e tutti questi senza contare giocatori di maggior valore come Comuzzo, Dodò e Gosens o i big della squadra come De Gea, Gudmundsson e persino Kean( recalcitrante alle regole del gruppo e non più in vena realizzativa) la cui cessione potrebbe consentire di finanziare il mercato invernale senza che l’azionista di maggioranza vada incontro ad un ulteriore passivo di bilancio dopo quello della scorsa campagna estiva. Ma anche del tecnico Vanoli si dice come difficilmente sarà lui in panchina nella prossima stagione e persino del taumaturgo Paratici si è mormorato che possa aver richiesto una clausola liberatoria sul contratto in caso di B, anche se tale voce( perché solo di voce si tratta) è difficilmente commentabile poichè se fosse veritiera anche in minima parte darebbe al tutto un aspetto talmente buffonesco da non risultare granché credibile. Fatto sta che paiono lontanissimi i tempi in cui un proprietario, Cecchi Gori, portava in cadetteria i giocatori che avevano conquistato la serie B sul campo a giocarsela, tra questi Batistuta,poichè per farlo ci vogliono cuore, generosità e amore per la squadra, elementi che oggi non esistono nella Fiorentina di Commisso.
Eppure tra i tanti ‘sorcini’ che scappano c’è qualche cozza che resta comoda e saldamente attaccata al suo scoglio, su tutti il ‘ medium’ Ferrari, l’unico nell’area cittadina ad avere il numero di cellulare di Commisso ( o di chi in questo momento parla per lui), secondo solo allo stesso presidente viola che, ufficialmente operato di lombosciatalgia, come dichiarò proprio Ferrari( il 1° ottobre quindi 90 giorni fa), una patologia che pare impedirgli anche chiamate in audio e video con chiunque altri non sia il suo portavoce,Commisso dunque resta celato nella sua casa nel New Jersey senza nemmeno un cronista delle decine decine che figurano nei ranghi delle numerosissime testate cittadine a fargli la posta davanti casa, proprio come nessuno rompe le scatole a Ferrari con domande indiscrete.Niente!
Regna solo un silenzio indisturbato mentre la Fiorentina scivola in Serie B. Ma l’anno così difficile è alle spalle e svanisce con il fumo dei botti lanciati nella notte e l’alba del nuovo è appena sorta. Gli uccelli al mattino cantano poichè anche nei giorni più bui credono alla primavera. Buon Anno!