In questa squadra c'è da fidarsi solo di Fagioli. Per uscire indenne da Udine serve l'esatto opposto della Fiorentina di giovedì. E attenzione a Zaniolo e Atta
Ma come si fa a fidarsi della Fiorentina? Se invece di una società di calcio fosse un fondo, uno di quelli che stanno occupando la Serie A e non solo, chi potrebbe investire anche un solo euro? Il lettore penserà che il riferimento sia alla vergognosa esibizione, con annessa sconfitta, con lo Jagiellonia. No. Quella partita è incatalogabile, nel senso che è lontana da qualunque considerazione tanto è stata deprimente e indecorosa. Passerà alla storia della Fiorentina come la Corea del ‘66 nella storia della Nazionale. Quando in futuro i viola perderanno faccia e partita ci ricorderemo del 4-2 (e del parziale 3-0...) con i polacchi. Il riferimento è invece a una vittoria, l’ultima in campionato, quella col Pisa. Uno a zero, gol di Kean, e poi solo panico, terrore, ansia, paralisi. Gli ultimi venti minuti del derby con i pisani rappresentano perfettamente lo stato mentale della Fiorentina e allo stesso tempo ne sintetizzano l’intera stagione. Sì, ma alla fine la Fiorentina ha vinto, è l’osservazione che si può fare. Ha vinto contro l’ultima in classifica, che nonostante la posizione terrificante ha giocato il secondo tempo con carattere e il finale con una rabbia spaventosa, mai vista sul fronte opposto. La palla-gol di Canestrelli al 51' ha fatto venire i capelli bianchi anche a Vanoli. Che si sarà ricordato dello stesso finale della partita col Torino. Sempre al Franchi, due a uno per i viola dopo un’ora. Gli ultimi venti minuti rinchiusi davanti a De Gea e al quarto minuto di recupero il 2-2 di Maripan.
Inconsistenza
L’incapacità di giocare è un’evidenza dall’inizio della stagione. Se uno pensa alle tre competizioni, campionato, Coppa Italia e Conference League, e sono già 37 partite, ne può salvare appena tre o quattro, in Ucraina contro il Polyssia, a Vienna contro il Rapid, al Franchi contro la Cremonese e soprattutto contro l’Udinese, il 5-1 che per molti poteva rappresentare la svolta. Ma la Fiorentina non è solo incapace a creare un po’ di gioco, è incapace in tutto il resto, soprattutto nella gestione di un risultato, come dicono i 22 punti persi in campionato da situazioni di vantaggio e l’ultimo 3-0 all’andata sullo Jagiellonia, risultato che ha indotto i viola a giocare una gara di ritorno con una superficialità raccapricciante, tanto da risolvere la qualificazione solo nel secondo tempo supplementare. Su quella terribile serata dovrà interrogarsi soprattutto Vanoli. Le possibilità sono due: o l’ha preparata male e questo sarebbe davvero spiacevole, o l’ha preparata bene e la squadra non lo ha per niente ascoltato, e questo sarebbe ancora più grave.
Solo Fagioli
C’è un solo giocatore che da più di due mesi mantiene un rendimento costantemente eccellente, è Nicolò Fagioli. In preda alla disperazione di una qualificazione che stava volando in Polonia, l’allenatore lo ha messo in campo dopo un’ora e il nuovo regista della Fiorentina gli ha risolto il problema. A Fagioli mancavano solo i gol, giocando là dietro non se ne può aspettare una decina, ma con quel piede cinque o sei a stagione li può fare. In campionato ha segnato il primo a Como, in Conference il primo giovedì scorso allo Jagiellonia, è un buon nuovo inizio. Fagioli, e poi? E poi il vuoto. Non c’è un giocatore che abbia mantenuto un buon livello per più di due partite. Dodo, per esempio: quello di giovedì sembrava proprio non avesse voglia di stare in campo. Gosens: dopo l’infortunio muscolare è rientrato a fine dicembre, mai stato il Gosens della scorsa stagione. De Gea: idem. Kean: idem. Fazzini: idem. Comuzzo: idem. Potremmo andare avanti così fino a esaurimento di organico.
In ricordo del 5-1
Il 21 dicembre 2025 la Fiorentina ha segnato cinque gol in 90 minuti. Sbalorditivo. Cinque a uno contro l’Udinese. Era la prima volta che Vanoli schierava la difesa a quattro, ma più dell’aspetto tattico la partita è stata influenzata, anzi, condizionata, dall’espulsione del portiere friulano Okoye dopo 8 minuti. Per i viola è come il piatto del buon ricordo, per l’Udinese è come aver buttato giù il fiele. Da quando allena i bianconeri Kosta Runjaic non ha mai preso cinque gol, al massimo quattro dal Milan nel campionato scorso. Oggi l’Udinese è a metà classifica, trentadue punti, otto più di Cremonese, Lecce e Fiorentina. E’ una posizione tranquilla, ma una sconfitta in casa, contro una squadra che sta lottando per la salvezza, toglierebbe un po’ di quella serenità, anche perché nel turno successivo andrà a Bergamo. E poi il ricordo di quel cinque a uno brucia ancora. Ci sono due giocatori in particolare da tenere d’occhio, l’ex Zaniolo e Atta, mezz’ala di notevole tecnica. Per uscire indenne da questa trasferta, c’è bisogno dell’esatto opposto della Fiorentina di giovedì.