Incredibile a Udine, Vanoli rischia e sbaglia tutto. Umiliante anche per Rugani tornare in queste condizioni. Tre schiaffi che fanno male, Paratici intervenga e trovi i responsabili: basta con queste figure.
Umiliata a Udine una Fiorentina irritante. Una squadra che rilancia Rugani in condizioni pessime, al centro di una difesa clamorosamente ritornata a tre e prigioniera di antichi fantasmi di cui tutti, a cominciare ai giocatori, credevano di essersi liberati: e sono così tanti gli errori di Rugani _ in evidente difficoltà fisica _ che ci si chiede quale abbaglio calcistico abbia guidato le scelte di Vanoli. Perché davvero c’è del clamoroso in questa sconfitta della Fiorentina, che aveva apparecchiata davanti a sé la possibilità di alzare la testa dopo i kappaò di tutte le altre concorrenti, laggiù in fondo. E invece no: subito gol di Kabasele (perso da Rugani), poi un tricche tracche leggibilissimo per l’Udinese, raddoppio su rigore di Davis (steso da Rugani) e tris di Buksa (che lascia per strada Rugani). In tutto questo, zero tiri in posta verso Okoye. Inaffidabile, come al solito, quando deve estrarre qualcosa che assomigli agli attributi, la Fiorentina fa una scelta clamorosa presentandosi a Udine senza l’atteggiamento, né i mezzi per far male a un avversario fisico che aspettava la rivincita dopo il 5-1 dell’andata e qualche gesto evitabilissimo fatto da alcuni giocatori viola. A Udine va in onda uno dei flop più clamorosi della gestione Vanoli. E _ insistiamo _ qualcuno dovrà spiegare chi, come e perché un giocatore esperto come Rugani sia stato messo in condizione di fare una figura del genere. Ingiusta per se stesso e dannosa per una Fiorentina che non aveva bisogno di soffrire ulteriori debolezze.
Partita subito condizionata dal flop aereo su Kabasele, la Fiorentina nel primo tempo aveva costruito solo una potenziale occasione con Mandragora (sinistro sbilenco, era un quasi-rigore) e a sinistra Parisi si era messo in evidenza soprattutto per il nervosismo post provocazioni (quella manita mimata all’andata, perché?). A destra si è visto il giusto anche Harrison e, dall’altra parte, molto meno del giusto Gudmundsson nuovamente in bilico fra l’eleganza e il poco. L’assenza di Solomon ha perciò fatto notizia e ancora il pensione è corso allo sforzo inutile contro il Jagiellonia… Kean cercato soprattutto con lancioni centrali troppo leggibili, Mandragora e Brescianini sottomisura contro Ekkelkamp e Piotrowski. Risultato: manovra affidata soprattutto a Fagioli, però senza sbocchi geniali, né normali l’unica parata è stata quella di De Gea su Davis, un piedone provvidenziale.
Eravamo tutti un po’ curiosi, chissà quale versione della Fiorentina ci sarebbe apparsa dopo il su e giù mentale delle ultime partite. Solita imprevedibilità: bravo chi si fida, nonostante il turno apparecchiato dai ko delle altre. Nessuno si aspettava un disastro del genere, siamo sinceri. Paratici ha il dovere di scoprire come sia stato possibile commettere un errore di valutazione così pazzesco sul conto di Rugani.
Trovare stabilità in un marzo fitto di impegni sarà un passaggio decisivo - ma da quant’è che tutti lo pensiamo - e fissiamoci perciò un grande memo per ricordarli tutti: domenica 8 arriverà il Parma (mentre nello stesso turno il Lecce incrocerà la Cremonese), poi il 12 la partita di andata per gli ottavi di finale di Conference contro il Rakow Czestochowa, quattro giorni dopo la trasferta a Cremona e il 19 marzo il ritorno in Polonia per il match con vista sui Quarti. Apnea continua in campionato, perché il 22 arriverà l’Inter a Firenze, prima della sosta che farà planare la Fiorentina verso il primo impegno di aprile, il 4 a Verona contro una squadra si suppone abbastanza retrocessa.
Insomma, c’è molto da pedalare e la stagione della Fiorentina ha vinto di schianto il premio alla rovescia di peggior performance da quando è nata la società per la continuità di alloggio nei bassifondi della classifica. C’è ancora tempo per trasformare questo inguardabile anatroccolo in una specie di cigno, ma davvero serve stabilità (e sembra buffo dirlo ora a caldo, dopo la figuraccia di Udine). Un sostantivo _ stabilità _ che ha fatto poca compagnia alla Fiorentina negli ultimi otto mesi, mentre nel frattempo Paratici sta prendendo appunti. Il sospetto è che _ a prescindere dalla rosa _ abbia in mente tanti cambiamenti e vedremo di quale portata (fosse per lui, parecchio extra large. PS: a proposito di memo, ricordiamoci sempre le ultime 4 partite del campionato: Roma in trasferta, Genoa in casa, Juve e in trasferta e Atalanta al Franchi.