Italiano lascia ancora gli spazi e Kean può far male al Bologna. Attenzione però al rapido recupero-palla dei rossoblù. La Fiorentina non può permettersi una sconfitta
Se c’è un allenatore che Firenze conosce davvero fino in fondo è quello che ora siede (poco, perché spesso sta in piedi) sulla panchina del Bologna. Nei suoi tre anni viola Vincenzo Italiano ha spaccato Firenze: o grandi complimenti o grandi critiche, mai una via di mezzo, proprio come il suo calcio. Abbiamo perso le tre finali per colpa sua” è stato l’atto di accusa dei suoi detrattori che non comprendevano la ragione di tutto quello spazio lasciato a disposizione degli avversari. E’ un pensiero che in qualche misura si può anche condividere, ma è parziale, molto parziale. Quegli stessi critici, pronti ad attaccarlo al primo gol preso in contropiede, non si facevano una domanda che sembra banale ma non lo è: come ha fatto la Fiorentina ad arrivare a quelle tre finali? Risposta questa sì banale: giocando sempre al modo di Italiano, con la squadra corta e la difesa alta.
L’ITALIANO CHE NON CAMBIA. Qualcuno dice che a Bologna l’ex allenatore viola abbia moderato questa sua frenetica ricerca offensiva, lo vedono più moderato e più aperto a soluzioni alternative. Sarà. Ma proprio giovedì scorso, a Verona, si è visto in tutto il suo nitore il calcio di Italiano. Si è visto nei gol presi e nei gol fatti, che alla fine gli hanno dato ragione perché il Bologna ha vinto tre a due. Prima rete veronese: angolo a favore del Bologna, respinta della difesa gialloblù, scatto micidiale di Bernede rincorso dai rossoblu come una muta di terrier rincorre una volpe più veloce di loro, palla a Orban e gol. Spazio? Macché, c’era una prateria davanti a Ravaglia. E anche il secondo gol, l’autorete di Freuler, è arrivato con un contropiede. Però il Bologna ha messo sotto il Verona con il ritmo, l’intensità e la pressione alta (il marchio di Italiano), come si è visto in occasione del gol di Castro: recupero palla immediato di Pobega pochi metri fuori dall’area veronese e botta secca del centravanti argentino.
L’IDEALE KEAN. Questa lunga premessa bolognese serve per inquadrare meglio la partita di domani. Cominciamo dall’aspetto favorevole ai viola. Kean è il centravanti ideale per creare dei problemi alla difesa di Italiano, anche se sulla sua strada troverà uno dei migliori difensori-marcatori di questo campionato, il norvegese Heggem. E’ l’ideale perché pochi sanno attaccare la profondità come l’ex juventino. Quindi, palla lunga alle spalle della linea difensiva (sempre alta, come ai tempi di Firenze...) per puntare su Kean. Un discorso simile si può fare anche per le ali della Fiorentina, considerato che i due terzini del Bologna, alternandosi, spingono fino ad affiancare gli esterni. Gudmundsson e Parisi o Salomon dovranno essere bravi a rosicchiare lo spazio alle spalle dei diretti avversari.
EVITARE LA PRESSIONE. L’aspetto che deve preoccupare i viola è la notevole capacità del Bologna di recuperare palla in tempi rapidi, come in occasione del gol di Castro a Verona. E siccome anche il gol di Nkunku domenica scorsa contro il Milan è arrivato quando Saelemaekers ha rubato la palla dai piedi di Fagioli, la recidiva suggerisce di stare molto, ma molta attenti. Peraltro, la fase difensiva non è il lato migliore del repertorio di Fagioli, era capitato anche a Reggio Emilia contro il Sassuolo di vederlo in ritardo sul raddoppio a Volpato. Una volta superata quella pressione, la Fiorentina troverà lo spazio che serve.
IL RECUPERO. Al di là della tattica e della tecnica, c’è un altro punto a favore di Vanoli: la Fiorentina si è allenata tutta la settimana, ha recuperato qualche acciacco e soprattutto ha avuto tempo e modo per inserire Brescianini e Salomon nel suo sistema di gioco. Il Bologna ha vinto faticando solo giovedì scorso, per recuperare ha appena due giorni e qualche ora. Ovviamente Italiano cambierà mezza squadra, ma la fatica si farà sentire lo stesso.
LA NECESSITA’. La Fiorentina sta attraversando il suo primo momento incoraggiante, delle ultime cinque partite ne ha perse solo una, a Parma, ne ha vinte due con Udinese e Cremonese, ha pareggiato all’Olimpico con la Lazio e in casa col Milan. In queste ultime cinque partite ha fatto otto punti, nelle precedenti quindici ne aveva fatti solo sei. Bologna è un altro momento-verità, prima dello scontro diretto col Cagliari e della trasferta a Napoli. Anche vincendo, domani sera la Fiorentina sarebbe comunque in zona-retrocessione visto che ora è staccata di tre punti dal Lecce quart’ultimo. E’ la ragione per cui fermarsi a Bologna farebbe precipitare la squadra ancora più giù e questo i viola non sono più nelle condizioni di poterselo permettere.