La rivincita di Ranieri. In Polonia non hanno giocato bambini e giocatori finiti ma una Fiorentina vera. Sognare di vincere la Conference è la spinta per inseguire con più forza la salvezza. Con Paratici si fa calcio
Nell’editoriale dell’11 febbraio avevo titolato che a mio giudizio era tornato il momento di rilanciare Ranieri al centro della difesa. Lo dico e lo ripeterò sempre: il mio parere vale per uno. Andate a leggere qualche commento sotto il mio articolo. Vi divertirete. Ranieri non è un fenomeno. In una Fiorentina da Europa League può essere una buona riserva. Ma in una Fiorentina che in quel momento cercava disperatamente identità e coraggio beh lui ci poteva stare benissimo. E ci potrà stare nelle prossime settimane ancora meglio. Se Ranieri impara dagli errori del passato ed evita certe sceneggiate che lo hanno solo penalizzato può essere una pedina importante per la salvezza. Lui e Mandragora, un altro che tanti tifosi non apprezzano. E’ curioso vedere che stanno tornando protagonisti i vecchi capi dello spogliatoio. Stanno tornano nel modo giusto perchè la guerra è finita. Perché è arrivato un capo vero, un direttore vero. E’ arrivato Paratici.
Sognare la Conference per lottare con più forza per la salvezza
Non ho capito le critiche che sono state rivolte alla società e a Vanoli per come è stata organizzata tecnicamente la trasferta in Polonia. Perché avremmo dovuto arrenderci prima di giocare? E’ stato giusto lasciare a casa qualche pedina chiave in vista del derby salvezza contro il Pisa. Ma in campo non sono andati bambini o pensionati. Gosens, Manderagora, Ranieri, Fabbian, Ndour. Comuzzo, Harrison, Fazzini e Fortini sono giocatori di Serie A. Dimenticavo Piccoli che abbiamo pagato trenta milioni. Lo Jagellonia non ha una squadra più forte di questa. In più ora che arrivato Paratici è tornato finalmente il calcio al centro del villaggio viola. Le scelte sono valutate e comunicate in maniera corretta. Spero solo di non vedere qualche dirigente cercare di saltare al volo sul carro. Gente che in privato sosteneva di intendersi di calcio e che ha portato la Fiorentina sul precipizio. Il calcio è una cosa seria. Sognare di vincere la Conference non è un esercizio sbagliato. O tantomeno pericoloso. Anzi può essere uno stimolo al gruppo per cercare di lottare ancora con più determinazione per la salvezza. Se dovessimo riuscire a liberarci da quel maledetto terz’ultimo posto, se avessimo la possibilità di regalare qualche attenzione in più all’Europa allora tutto è possibile. Anche se è bene ricordarlo strada facendo troveremo avversati più forti dello Jagellonia. Ma avere qualcosa da sognare è bello. Non vinciamo una Coppa da un quarto di secolo. Farlo nell’panno del Centenario potrebbe essere un segnale di ripartenza.
Kean e Fagioli armi decisive nel derby
E ora pensiamo a lunedi, al Pisa, a un derby toscano che è un condensato di tensioni. Penso che Fagioli e Kean nei loro abiti migliori potrebbero tranquillamente vincerlo da solo. Mi aspetto un grande finale di stagione da parte di Moise. L’anno scorso tutto quello che toccava si trasformava in oro. In questa stagione, invece, l’attaccante ha scoperto l’altra faccia della medaglia. Problemi fisici, problemi tattici, tanti gol sbagliati, qualche polemica velenosa. Nonostante tutto i tifosi viola non gli hanno voltato le spalle e non mi sorprende che lui non abbia escluso la possibilità di poter giocare anche il prossimo con la Fiorentina. In poche altre parti del Mondo sarebbe accettato con le sue stravaganze e con qualche ritardo di troppo. Ora che sta bene deve migliorare il rapporto occasioni da gol-gol. Deve ritrovare la freddezza dello scorso campionato quando gli bastava una palla per decidere una partita. Il Pisa mi spaventa più del Como. Mi aspetto una battaglia su ogni pallone. La Fiorentina per vincere dovrò avere la testa fredda. Senza però dimenticarsi il cuore dentro lo spogliatoio.