La sparabombanza acchiappacitrulli
Mentre in questo faticoso principiare di primavera il novecento declina e si spegne pian piano, in questi giorni sono scomparsi Umberto Bossi e Gino Paoli, in modi diversi icone della seconda metà del secolo breve.
Nel pallone parlato, specie di matrice viola, avviene il brusco passaggio tra il ‘ celodurismo’ e lo ‘ ndourismo’ ed è tutta una sparabombanza acchiapacitrulli, ovvero una gara frenetica a chi la spara più grossa per colpire e suggestionare il pubblico dei tifosi, la ricerca del titolone e dell’attenzione è stata spasmodica e lo sbizzarrimento nel cercare le parole più clamorose totale in questi giorni. Si è passati dalle parole di Antonio Cassano che ha liquidato Fagioli e Kean come giocatori tutt’altro che di calibro, ma almeno l’ex talento di Bari vecchia ha avuto il pregio di scostarsi dalle dichiarazioni precotte e più prevedibili dell’acqua che bolle a cento gradi rilasciate di solito da calciatori ed addetti ai lavori. Si è passati, dicevamo, alle bombe di Cassano a quelle di Fabio Caressa il quale l’ha messa giù piatta piatta affermando che Fagioli con l'esclusione dalla nazionale paga, (e a quanto pare pagherà a vita secondo Caressa) la squalifica già scontata a suo tempo.
Al direttore Caressa facciamo tuttavia notare che se si dovessero pagare a vita tutti gli errori con l’esclusione dall’azzurro e dai posti di rilievo in genere la lista sarebbe lunga, non solo nel calcio, ma soprattutto nel calcio: vogliamo parlare di Paratici, di Tonali, della buonanima di Paolo Rossi eroe del Mundial?Vogliamo parlare della moralità di Buffon capo della delegazione azzurra?. O anche di alcuni colleghi di Caressa e di chi scrive, che hanno fatto qualche porcata o tirato sfondoni epocali, come quel tale che ammise di essersi messo a libro paga della Cia. Che si fa direttore Caressa , li mettiamo tutti in ceppi?
E che ne facciamo di chi discetta delle solite voci sugli incontri taumaturgici di Paratici con la squadra ai quali qualcuno attribuisce il merito del cambio di passo viola? Ma del resto queste ultime sono solo manifestazioni di prostrazione che fanno parte della normale tendenza agiografica della piazza del giglio che fu fiera e ribelle ed è divenuta prona e assopita, piazza dove è ormai un uso acclarato la santificazione preventiva come con Pioli, Commisso e ora Paratici( mandatelo sulle stretto di Hormuz a pacificare gli animi ci sta che il carburante cali di un euro al litro) , e infine non ultimo Vanoli
Già Vanoli, perchè di recente anche il successore di Pioli per taluni è assunto al rango di profeta ed apre le acque come il Mosè biblico . Ora però, finchè è il procuratore di Vanoli Andrea D’Amico a perorare a tutto fuoco la causa della permanenza del suo assistito si può ben dire che si tratti solo di un professionista irrequieto che si guadagna la pagnotta, ma quando la fregola del vanolismo spinto attacca altri la cosa diventa irritante, anche perchè la Fiorentina ha tutto il diritto e la convenienza ad attendere l’esito della stagione per porsi il problema del futuro della panchina, specie dopo l’ultima cantonata presa col ritorno di Pioli, un errore che pesa e peserà notevolmente sui conti.
Ma passi anche per il vanolismo, a far cascare del tutto le braccia è lo ndourismo poichè Ndour è solo un giocatore che fino a un po’ di tempo fa giocava piuttosto male e adesso gioca un po’ meglio e non è davvero il caso di parlare di giganti assoluti.
Un po’ come la notizia che la Fiorentina under 18 ha vinto il torneo di Viareggio che non vinceva dal 1992. Si, è una bella notizia che riguarda i giovani viola senza bisogno di ricamarci o costruirci sopra improbabili castelli di riscatto o scenari di trionfo. Non è strepitoso che abbiano vinto, come non era drammatico che non vincessero quando la Fiorentina nel corso degli ultimi trent’anni ha giocato la Champions o fatto alcuni bei campionati, è una questione di settore giovanile e basta, se ne goda quindi con la sobrietà che il caso richiede.
Anche perchè i toni retorici e ridondanti nel pallone è bene limitarli al massimo a qualche cronaca di campo, poichè c’è sempre il rischio che finisca come quella storia tra Brescianini e il Napoli: era la metà di agosto del 2024 Brescianini, già protagonista di un’annata ottima a Frosinone, era in procinto di passare al Napoli, anzi stava per fare le visite mediche a Villa Stuart per poi essere annunciato ufficialmente, fatte le visite Brescianini stava per raggiungere gli uffici di De Laurentis per firmare, ma intervenne l’Atalanta che lo scippò ai partenopei e lo dirottò a Bergamo scatenando nella città campana un vespaio di polemiche, il ds Manna fu fatto segno di critiche implacabili, quindi il Napoli virò subito e chiuse per Mc Tominay, uno scozzese che giocava nello United. Morale della favola lo scozzese 28enne nove mesi dopo veniva nominato miglior calciatore del campionato vinto appunto dal Napoli, un anno dopo Brescianini giungeva in prestito alla Fiorentina, dove peraltro si sta dimostrando piuttosto utile. A Napoli adesso lo ringraziano ironicamente per aver accettato di essere dirottato all’Atalanta proprio al momento della firma con gli azzurri e parlano, forse ingenerosamente di fosso scansato, di certo prendendo lo scozzese ci hanno guadagnato.
Come vedete il calcio è davvero un microcosmo di porte scorrevoli, dove la sfortuna di uno può essere la fortuna e il trionfo di un altro, perciò i toni tronfi o da tregenda è meglio risparmiarseli al massimo per una rovesciata in campo come quelle di Mc Tominay.
Chiudiamo con qualcosa per cui varrebbe invece la pena scaldarsi e alzare i toni, farsi e fare tante domande e invece di solito nel pallone, assassino d’ogni etica, si tace: giovedì scorso in trasmissione a Radio firenzeviola preconizzavamo un futuro distopico dove anche il calcio sia governato dall’intelligenza artificiale e ridotto ad un videogioco privo di ogni umana attrattiva, ecco, del tutto a caso ci siamo imbattuti in questi giorni nella notizia che il fondo Affinity di proprietà del genero di Donald Trump Jared Kushner, ma fortemente partecipato dal fondo saudita Pif, quello di Bin Salman, si è comprato il celebre gigante del gaming Eletronics Arts, la EA, che produce i videogiochi, anche del calcio, che sono nelle case di molti di noi. Sarebbe curioso capire quali siano i progetti a medio e lungo termine dell’eminenza grigia sionista dell’amministrazione Trump in accordo coi fondi sauditi e se tali progetti riguardino in generale il futuro del calcio per come lo conosciamo oggi, ma potremmo non riconoscerlo domani. Ecco signori paroloni, domande e titoloni su temi come questo ne abbiamo?