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Le promesse di Catherine e Joseph, ecco che mosse ci aspettiamo in società. Squadra: Vanoli ha una coperta corta in difesa e c'è l'equivoco Ranieri. Kean e i dubbi sulla gestione dell'infortunio. Il Como in Coppa Italia è un doppio rischio

di Angelo Giorgetti

Il dopo Rocco è cominciato con molte coscienze riunite nel cuore di Firenze, un’immersione in quello che è stato e ora dovrebbe riannodarsi con i fili del calcio gestiti da Paratici e dai dirigenti che sono rimasti ottenendo nuova fiducia. Catherine e Joseph Commisso hanno rilanciato direttamente dal Duomo, il posto più simbolico della città, riaffermando i valori e la tenacia che probabilmente proprio l’assenza prolungata di Rocco avevano fatto sbiadire negli ultimi mesi, fino alla rottura completa con la Curva.

Ribadisco che la fiducia per una rifondazione è riposta soprattutto in Paratici, il quale comunque la si pensi ha frequentato il calcio a livelli alti e dovrebbe essere messo in condizione di migliorare la struttura viola. La famiglia Commisso ha rilanciato pubblicamente e dobbiamo prenderne atto, sperando che le prossime mosse siano queste: massima libertà e indipendenza a Paratici, ammesso a un rapporto diretto con la proprietà per avere un braccio operativo forte, nuova struttura di scouting e programmazione scollegata dalle scommesse calcistiche che più volte abbiamo visto fare negli ultimi anni.

In ogni caso retrocedere in B con questa rosa sarebbe un’impresa alla rovescia e sembra che la Fiorentina ancora non voglia toglierci il dubbio di riuscire nell’impossibile: agli scontri diretti disastrosi si è aggiunto il ko con il Cagliari, nel tempo la gestione complessiva è stata pessima se la squadra fra l’altro è riuscita a farsi battere da Verona, Lecce, Parma, Sassuolo e Cagliari, tremando assai anche contro Pisa e Genoa. La preparazione fisica iniziale resta un grande rimpianto. Tante luci, ma anche parecchie zone d’ombra all’interno del centro sportivo che tutti invidiano e anche ieri è stato citato più volte.

Il campo ci racconta che la coperta è corta in difesa _ ancora di più dopo il mercato di gennaio _ e quello del capitano Ranieri degradato continua a essere un ingombro complicato da gestire (nelle ultime tre partite Luca ha giocato 8 minuti, mentre Pongracic ha saltato solo due partite da inizio stagione e Comuzzo sta mostrando limiti di concentrazione per il super uso dopo lo stop ). Paratici da remoto dovrà scegliere velocemente un forte centrale in grado di smazzare le palle alte, valutando bene la cessione di un ex capitano che in questo momento si trova fuori dai giochi, in una posizione ridimensionata e perfino umiliante  all’interno dello spogliatoio. In quel caso i rinforzi in difesa dovrebbero essere due.

Non ci è sembrata inoltre brillante la gestione di Kean. Non solo sul campo, ma anche a livello comunicativo: sarebbe stato utile aggiungere spiegazioni ulteriori a proposito di un giocatore così importante impiegato poco più di mezz’ora contro Cremonese e Lazio, poi l’intera partita contro il Milan e poi out dalle convocazioni con Bologna e Cagliari. Di tutto ha bisogno la Fiorentina, fuorché un aggiunta di mistero sul centravanti che nella scorsa stagione ha segnato 26 reti.

La verità è che la vittoria a Bologna aveva spinto un po’ di polvere sotto il tappeto e la Fiorentina ha subito alzato il proprio livello di presunzione, al Cagliari perciò è bastato depotenziare il centrocampo viola con marcature mirate e abbassarsi per ripartire. Ingenuità difensive a cascata hanno aperto la strada  a Pisacane, che  è un giovane allenatore e niente di eccezionale ha inventato per inaridire la Fiorentina: Esposito a uomo su Fagioli, blocchi  calibrati su Mandragora e Ndour, raddoppi esterni per depotenziare in morbidezza alta i contatti verso Piccoli (straziato da Mina e Luperto). Elementare Watson. Sabato Vanoli ha sbagliato i calcoli puntando su una maggiore qualità, ma gli uno contro uno hanno prodotto solo sgassatine e cross alti mangiati a colazione dai centrali del Cagliari. La tenacia sarda contro la qualità lenta della Fiorentina. E i soliti limiti in difesa per una coperta striminzita. Comuzzo e Pongracic non hanno ricambi e continuano a mostrare poca affidabilità, non solo alla distanza.

Il reparto scricchiola e in Coppa Italia arriva il Como che con 37 reti ha il secondo miglior attacco dopo quello dell’Inter. Il rischio di questo incrocio con il Como è doppio, perché la Fiorentina dovrà gestire l’impatto contro una squadra in super forma gestendo le forze in vista del Napoli in campionato (sabato) mantenendo comunque alto il livello della prestazione. Inutile fare pronostici sulla qualificazione al turno successivo, l’obiettivo principale dovrà essere quello di mantenere alta l’autostima dopo la partita contro un avversario così forte. Per il resto vedremo. L’obiettivo principale è la salvezza in campionato.

A proposito di attacco, la gestione dell’infortunio di Kean non vincerà l’Oscar della chiarezza: tra infiltrazioni (cit. Vanoli) e caviglia con gonfiore periodico è mancata una voce interna al club che aggiungesse indicazioni certe. Non è la prima volta che succede, vorremmo che fosse l’ultima ma chissà perché in merito abbiamo speranze moderate.


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