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Macché rivoluzione: arriva solo un altro ds

di Stefano Prizio

Ammainino le bandiere, ripongano i moschetti, taglino le barbe, silenzino gli inni coloro che già annunziavano rivoluzioni come se alla Fiorentina nulla dovesse più essere come prima. Difatti la nota del club viola che si potrebbe intitolare tanto tuonò che piovve o la novella dello stento recita chiaramente che Fabio Paratici dal prossimo 4 febbraio sarà il nuovo Ds (direttore sportivo) della Fiorentina, in sostanza prenderà il posto di Goretti il quale a sua volta aveva sostituito da poco tempo Pradè: insomma in casa viola va in scena il solito valzer dei sostituti, con la differenza che stavolta a subentrare all’autore dello sconsiderato mercato estivo che ha portato la Fiorentina nei bassifondi della classifica non sarà un incompetente pescato a caso dal mazzo dei dipendenti ma un professionista che giunge da uno dei più prestigiosi club inglesi.

La differenza è apprezzabile, ma non toglie il fatto che a governare la Fiorentina dallo scranno dirigenziale più alto continuerà ad essere Alessandro Ferrari, dg in carica e portavoce esclusivo della presidenza o - come ha tenuto a specificare lui stesso più volte ultimamente - ‘della famiglia Commisso’. Se il figlio Joseph, la consorte Catherine o chi nello specifico non è dato sapere, sarà infatti curioso al momento della presentazione ufficiale di Paratici domandargli se egli risponda alle direttive di Ferrari e se abbia mai avuto o avrà il privilegio di parlare direttamente col presidente. Sarà interessante sapere se alla Fiorentina Ferrari sarà il Marotta di Paratici che detta così sembra una freddura da umorismo inglese. Tocca infine il cuore la posizione del povero Goretti che resta come quelle fanciulle sedotte e illuse d’essere impalmate dal principe azzurro, che vengono poi scaricate sull’altare, per lui, promosso e sostituito in un batter d’occhi, ci s’augura venga trovato un posticino al Viola Park che lo faccia sentire meno bersagliato da un destino cinico e baro. Ma tenete in alto i vostri cuori, poichè almeno la farsesca versione di Paratici part time finirà ufficialmente il 4 febbraio prossimo.

Per il resto alla Fiorentina continuerà più o meno come è sempre andata in questi sette anni americani con molte domande e poche risposte, tranne che la Fiorentina con grande fatica, soprattutto grazie ai punti racimolati ultimamente, si è messa nel novero delle squadre che si giocheranno la salvezza in questa stagione partita ‘ambiziosa’, ma che continua in modo patetico. Tanto per chiudere con un pizzico di speranza, resta sul piatto l’ipotesi che Paratici entri nella Fiorentina quale testa di ponte di una nuova proprietà che rilevi presto il club e anche di tale scenario sarà il caso di domandargli quando si presenterà alla città in conferenza stampa. Tanto per chiudere con un motto di un rivoluzionario vero, il leader della rivoluzione cinese Mao Zedong, diremmo che c’è gran confusione sotto il cielo, quindi la situazione è eccellente.


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