Mercato con il fiatone: Rugani e i dubbi in una difesa che gioca alta, l’equilibrio da trovare a centrocampo senza un vero mediano, il rimbalzo last minute per Nedeljkovic. Ci aspettiamo un Paratici diverso nel pieno delle sue funzioni
Niente voti al mercato, la scorsa estate il mio era stato 6 e mezzo e psicodrammi vari hanno prodotto un disastro sul campo: comprare i giocatori non basta _ riesce a tutti, oltretutto con i soldi degli altri _ bisogna poi saperli gestire e valorizzare. La dirigenza pre-Paratici ha mostrato chiarissimi limiti e speriamo che dal 4 febbraio aumenti la dose generale di sapienza calcistica, soprattutto quella di chi si confronta con i calciatori avendo il dono di farsi ascoltare.
Detto questo, un giudizio generale sulle operazioni di gennaio bisogna pur darlo. Mi aspettavo di più da Paratici? Onestamente sì. Mi auguro che quando sarà nel pieno dei suoi poteri abbia un passo diverso. Nel suo ruolo-non ruolo da remoto ha inciso sicuramente sugli arrivi dalla Premier e sull’accordo con Rugani (cercando all’ultimo tuffo di portare a Firenze l’esterno destro Kosta Nedeljkovic, Aston Villa in prestito al Lipsia: obiettivo fallito dopo il no ricevuto per Zappa).
Prendiamo atto che in entrata questo è stato un mercato di prestiti, anche se la Fiorentina si è impegnata per una trentina di milioni firmando operazioni che prevedono riscatti obbligatori in caso di salvezza (Fabbian a 15 milioni, Brescianini a 12, Rugani a 2). Rivoluzionato il centrocampo senza l’arrivo di un mediano capace di assistere Fagioli nella doppia fase _ questa è una mancanza che doveva essere affrontata _ aggiunti due esterni alti e (finalmente) un difensore centrale.
Per il cui arrivo c’è stato un ritardo netto, la Fiorentina infatti ha sofferto assai in quel settore. Uno stallo probabilmente dipeso da due fattori: i ‘no’ ricevuti da Paratici _ primo fra tutti, quello di Dragusin _ e la necessità di avere certezze sul recupero di Rugani, che in questa stagione è stato assente per oltre due mesi a causa di infortuni muscolari separati (l’ultimo al polpaccio).
E’ stata la prima scelta? Probabilmente no. E’ stata una scelta funzionale? Lo vedremo, anche se i motivi per essere cauti non mancano. E soprattutto: farà la differenza in una difesa che gioca tendenzialmente alta? A quanto pare l’ex Juve è recuperato sul piano fisico e avrà il delicato compito di aumentare la tenuta di un reparto assolutamente inaffidabile, anche perché poco protetto.
La scelta di ‘marcare a uomo’ collettiva fatta da Vanoli ha fra l’altro limitato alcuni movimenti automatici di protezione, come abbiamo visto chiaramente nel secondo gol segnato dal Napoli, con Gosens lasciato solo contro Gutierrez senza nessun raddoppio, perché chi avrebbe dovuto arrivare in soccorso era in copertura altrove. Parentesi: se scegli di puntare sui duelli, sarebbe il caso di vincerne parecchi per giustificare una scelta così ambiziosa.
Rugani non è stato titolarissimo della Juve, ma ha attraversato, molti spogliatoi vincenti e si spera che abbia l’esperienza necessaria per limitare le sbandate di gioventù di Comuzzo. Pongracic _ fin qui sempre utilizzato, a parte due gare _ sembra destinato a cedergli il posto nella difesa centrale. Solomon il suo può farlo nelle sgassatine e nella lettura di situazioni al limite dell’area, Harrison è ancora da valutare e per ora quel che più si vede è una certa intensità, di Brescianini e Fabbian insieme parlerò fra poco.
Per quanto riguarda il campo, le tre sconfitte nell’ultima settimana hanno fatto riemergere un’instabilità che sembrava superata: è migliore la condizione fisica _ merito di Vanoli e del suo staff _ ma sono riapparse lacune di comportamento molto preoccupanti. La Fiorentina sembra ritornata in una situazione di incoscienza, si comporta come se la disastrosa situazione in classifica non la riguardasse. Almeno, non fino in fondo. Sembra solo a tratti una squadra consapevole di lottare per non retrocedere e questo preoccupa molto.
E Vanoli secondo me non aggiunge certezze quando, alla fine della partita, ripete sempre gli stessi concetti: manca cattiveria, bisogna restare sempre concentrati, questa squadra non sa soffrire. Bisognerebbe ricordargli che da 17 partite l’allenatore è lui e uno dei compiti principali di un tecnico è quello di saper trasferire le giuste motivazioni. Il mercato fin qui ha concesso a Vanoli la possibilità di aumentare il tasso tecnico della squadra, va detto però che un centrocampo con Fagioli, Fabbian e Brescianini deve essere sostenuto molto bene. Intorno a questa impalcatura ci vuole una squadra convinta di poter valorizzare gli incursori, che altrimenti nella fase di chiusura vanno in difficoltà e trascinano la difesa verso lo scempio. Anche le sostituzioni durante la partita non sono state granché, Solomon per esempio è stato tolto proprio nelle situazioni in cui la Fiorentina stava spingendo per pareggiare (contro il Cagliari e a Napoli) e ancora una volta le dichiarazioni post partita di Vanoli hanno sorpreso, perché l’uomo ogni volta resta sorpreso per quello che vede in termini di cattiveria che non c’è, di incapacità di restare nella sofferenza o rotazioni che aggiungono poco. Andiamo oltre per favore, bisognerebbe anche trovare il modo di salvarsi.