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Tre nomi a sorpresa per il salto di qualità: un centrale, un mediano, un esterno alto. Paratici lavora da remoto, ci aspettiamo un mercato imprevisto da club internazionale. Baldanzi, un mezzo mistero

di Angelo Giorgetti

E’ tempo di mercato, nel frattempo la Fiorentina sembra finalmente diventata una squadra e sta risalendo una classifica che laggiù in fondo è popolata da avversarie tremolanti e modeste: sebbene sia riuscita a farsi battere da alcune di loro, diciamo che le dirette concorrenti non sono granché. Ai viola tutto sommato è bastato rimettersi un poco in sesto con il cambio di modulo per raddrizzare la situazione. La Fiorentina pareggia, le altre non vincono e hanno rose che valgono meno della metà, anzi meno, i valori sono imparagonabili: ritornati nei propri cenci alcuni dei giocatori più forti, il sapore della vita viola sembra avere un gusto meno amaro, nonostante gli ultimi due pareggi subiti nei recuperi. 

Riconosciamo a Vanoli - oltreché la sorprendente ostinazione di aver mantenuto per 8 partite l’assetto decomposto di Pioli - anche i meriti di aver inventato qualcosa di nuovo: Parisi esterno alto, Gudmundsson sulla fascia, l’abbandono della barcollante difesa a tre, il recupero di un giocatore fondamentale come Fagioli, il rilancio di Comuzzo, la scelta forte di aver tolto la fascia a Ranieri. Mica poco. Ora servono, nell’ordine, augurandoci che siano sorprese scovate da Paratici:

1. un mediano forte da affiancare a Fagioli;
2. un esterno alto a destra, meglio se mancino;
3. un difensore centrale per dare alternative credibili a Comuzzo e Pongracic.

Il resto è contorno, o mancia, al netto delle uscite che ci saranno. Poi parleremo di Baldanzi, anticipo solo che un’operazione del genere può essere giustificata da ragioni di Stato superiori che attualmente, in parte, possono sfuggire a chi non frequenta le misteriose vie del calcio mercato, con annessi e connessi.

Una poltrona per due è il titolo del film di Paratici e magari qualcuno in giro si stupisce, qui a Firenze proprio no, essendo la Fiorentina abituata da anni a scansare la modalità normale nelle trattative (il record riguarda gli allenatori). Il salto di qualità con il nuovo Capo del calcio che lavora da remoto fa dunque parte della tradizione, Paratici è ancora parcheggiato a Londra e diciamo che non è disinformato sulle vicende viola: che vita noiosa sarebbe, senza i gloriosi tira e molla della Fiorentina.

Paratici manovra al riparo da tutti e, già che c’è, anche dai possibili guai per aver sotto controllo i movimenti di società diverse. Un’ubiquità mercatizia che sa di harem. In un mondo del calcio popolato di stranezze  non stiamo a scandalizzarci per questo, anzi è possibile che nell’ombra si lavori meglio. Ci aspettiamo da Paratici il segno di una novità importante anche a gennaio, stabilito che la Fiorentina ha bisogno di tre profili ben chiari.

La novità importante che ci aspettiamo è quella di un segnale che cerchi il più possibile di spingersi verso il futuro: la Fiorentina negli ultimi anni ci ha abituato a una raffica di scommesse, senza quegli aggiustamenti ruolo per ruolo fatti per migliorare una base di qualità. Ci aspettiamo ora scelte rimaste fuori dai radar, il calcio è pieno di giocatori che hanno talento e non trovano spazio, cercando il rilancio e possono essere più funzionali rispetto a chi si porta un nome conosciuto scolpito sulla maglia.

Insomma, ci aspettiamo da Paratici che faccia il mercato come si deve, rappresentando un club che ha le idee chiare e gioca a tutto campo con un respiro internazionale. In caso di salvezza - manteniamo per scaramanzia sempre un doveroso distacco dall’ottimismo - la Fiorentina potrà riorganizzarsi per seminare qualcosa che si spinga verso una programmazione più sensata.

Chiusura su Baldanzi, trequartista del 2003 collocabile all’interno di un’operazione si suppone più ampia con la Roma (interessata in passato a Fortini). Sfugge un poco il senso di questo interesse, ma ci sono professionisti che ne sanno certamente più di noi. Già è un passo avanti il fatto che il cognome del procuratore di Baldanzi non cominci per ‘elle’. Ma ci auguriamo che chi fa il mercato da remoto per la Fiorentina abbia in mente idee migliori. In Premier ci sono rose vastissime e giocatori di alta qualità che non trovano spazio, chi ha una poltrona per 2 dovrebbe conoscerli bene. Un esempio recente per capire la differenza? L’ex direttore sportivo del Genoa, Ottolini (ora alla Juve) ha scelto per la fascia Northon-Cuffy. Mica Lamptey (con tutto il rispetto) che sbucava da una serie di infortuni. Ottolini è uno dei numerosi allievi di Paratici, vogliamo immaginare che qualcosa di buono si vedrà anche a Firenze.


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