Vanoli deve essere messo in discussione, la salvezza della Fiorentina passa anche da alcune scelte che saranno fondamentali. La squadra ha paura ma non può permetterselo. Il tempo è finito, adesso servono solo i punti, in qualsiasi modo
Il pareggio di sabato scorso contro il Torino, al 94', ha fatto male, malissimo. La stagione maledetta che stiamo vivendo continua, settimana dopo settimana e dopo un periodo che ha avuto solo e soltanto il sapore dell'illusione, quello degli otto punti in quattro partite, la squadra viola è tornata nel baratro e adesso parlare di salvezza inizia a diventare più difficile, visto che non c'è niente che vada per il verso giusto e le giornate a disposizione per evitare la tragedia sportiva sono rimaste soltanto 14. La paura c'è, è evidente, ma i giocatori della Fiorentina non possono permetersi di mostrarla tanto come è stato fatto nei minuti finali della gara contro il Toro, quando tutte le sensazioni portavano a pensare che De Gea e compagni non avrebbero avuto la forza di portare in fondo un 2-1 che sarebbe stato importantissimo, e così è stato.
Sul banco degli imputati, e non potrebbe essere altrimenti, c'è Paolo Vanoli. I cambi fatti sabato sera al Franchi sono stati dettati dalla paura di vincere, il segnale arrivato alla squadra con l'uscita dal campo sia di Kean che, soprattutto, di Solomon hanno avuto l'effetto contrario di quello che il tecnico sperava, ma leggerezze del genere non possono essere ammesse in un momento delicato come questo e il futuro dell'allenatore sulla panchina della Fiorentina non può che essere messo in discussione. Non farlo sarebbe un errore, l'ennesimo di questa sciagurata stagione, e quello che chiediamo al neo ds Fabio Paratici è quello di non commetterne. La "testa dentro al carrarmato" è stata un'espressione che come poche altre ha fatto capire come la Fiorentina dovrà afforntare gli ultimi mesi di questo campionato, ma il comandante deve essere quello giusto, perché la retrocessione è un incubo che piano piano sta diventando realtà.
Chi pensa che sia troppo tardi per cambiare guida tecnica sbaglia e ci sono tanti esempi che dicono infatti il contrario, l'ultimo dei quali porta a riavvolgere il nastro soltanto di un anno, quando un Parma quasi spacciato, scelse di affidare la panchina a Cristian Chivu, oggi primo in classifica con l'Inter, sollevando dall'incarico Fabio Pecchia. Da quel momento in poi i ducali cambiarono marcia, fino ad arrivare a una salvezza che sembrava quasi impossibile da raggiungere. Ecco, il rumeno ebbe a disposizione 13 partite, una in meno rispetto a quelle che mancano alla fine di questa Serie A. La partita contro il Como di sabato prossimo al Sinigaglia, nel giorno si San Valentino, dovrà dirci se la storia d'amore tra Vanoli e la Fiorentina sarà degna di andare avanti, altrimenti dovrà essere fatta una scelta tanto forte quanto decisiva, visto che il tempo a disposizione è sempre meno e le prossime partite dovranno vedere una squadra viola totalmente diversa, nell'atteggiamento dei minuti finali, rispetto a quella che abbiamo visto troppe volte in questa stagione.
Basta con la paura di vincere, basta con i gol presi all'ultimo minuto, o giù di lì, che stanno spazzando via ogni certezza e quasi tutte le speranze di poter raggiungere la salvezza. Tutti noi abbiamo voglia di svegliarci da questo incubo che sembra essere infinito e se Vanoli non riuscirà a far reagire i suoi giocatori allora sarà il caso di pensare a un alternativa. Il momento di agire è arrivato. E non saranno ammessi errori.