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Vanoli nel mirino delle critiche: la società va avanti con lui. C’è bisogno dello psicologo, ma uno bravo. Dramma classifica, restano solo 42 punti. Ansia per Gud: forse nuovi accertamenti

di Mario Tenerani

C’è chi i gol li fa alla fine, vedi Banda, c’è chi invece li becca in pieno recupero, leggi Fiorentina. In fondo la differenza è tutta qui. Chi segna quando il cronometro è quasi prosciugato ha dentro gli anticorpi della salvezza. Chi subisce sovente la rete che ti mette in ginocchio in pieno recupero, ha i prodromi della retrocessione. E’ una sintesi feroce, ne siamo consapevoli, ma purtroppo non distante dalla realtà. La classifica è drammatica: il Lecce è sopra di 3 lunghezze e avrà lo scontro diretto coi viola a Via del Mare (all’andata ha vinto a Firenze), mentre la Fiorentina continua sistematicamente a fallire le sfide contro le dirette concorrenti. Al Franchi ha battuto solo la Cremonese, quindi 3 sconfitte e il pari di sabato notte contro il Toro. Tra l’altro, i granata, erano orfani del loro calciatore più forte, Vlasic, e di un rinforzo invernale come Prati. Il campionato chiuderà il cancello il 24 maggio: rimangono soltanto 14 gare con 42 punti in palio. Quanti ne dovrebbe fare la Fiorentina per stare tranquilla? Facciamo almeno 20, ma forse potrebbero bastarne meno. Però con 0,75 di media a partita non esistono speranze. I viola dovrebbero quantomeno raddoppiarla.

Siamo a febbraio e la Fiorentina continua a ripetere ossessivamente gli stessi errori. Sul piano della manovra e delle occasioni create i viola avrebbero meritato il successo, ma anche col Toro la difesa, detta “la banda del buco”, si è fatta infilzare con una facilità imbarazzante per gli avversari. Sono 38 le reti subite in 24 giornate, peggio solo Pisa (41) e Torino (42). Il primo gol, quello di Casadei, è stata roba da torneo amatoriale, con Dodo a spasso, mentre sul secondo la Fiorentina ha subìto l’ennesima rete da un piazzato. La contraerea a Firenze non c’è, come vola palla in aria nei 16 metri scatta il panico. Senza dimenticare che il 25 per cento dei gol presi sono arrivati dalla distanza e questo dato chiama in causa anche De Gea, non al centro della sua stagione migliore. Forse la squadra - senza nessuna ironia - avrebbe bisogno di uno psicologo, ma parecchio bravo. Altro che strategie e marcature preventive. Serve un professionista che estirpi dalla testa dei calciatori la paura. Quella che ha fatto crollare la Fiorentina spesso nella parte conclusiva della partita. In 6 casi i viola hanno incassato un gol oltre il 90’ e così hanno perso 10 punti che non sono coriandoli. Senza dimenticare che 22, invece, li hanno disintegrati partendo da situazione di vantaggio. Questi numeri bastano e avanzano per fotografare uno scenario impietoso. Diciamolo con franchezza: la Fiorentina tutta, a partire dalla società per finire ai giocatori, merita questa posizione di classifica per la somma di sbagli fatti non solo quest’anno, ma pure in precedenza.

Nel frullatore delle critiche è finito Paolo Vanoli. Molti tifosi vorrebbero la sua testa. Col Toro il primo cambio, in seguito all’incidente capitato a Gudmundsson, è stato azzeccato perché Harrison ha sfruttato bene la sua fascia e fabbricato un assist pregevole per Kean. Ma le altre sostituzioni, in particolare le ultime, fuori Solomon e Kean per Ranieri e Piccoli, hanno spostato il telaio su un 4-5-1 con un visibile arretramento del baricentro dei viola. Gli ultimi minuti hanno visto i viola asserragliati in area, terrorizzati dal prendere quel gol che poi puntualmente si è materializzato. Vanoli è stato accusato per quel cambio di atteggiamento tattico, il segnale infatti non è stato positivo, interpretato dalla maggioranza come una mancanza di coraggio del tecnico, ma il terrore che rapisce i suoi uomini non è comunque giustificabile. Alcuni calciatori hanno grande esperienza e quindi possono superare da soli eventuali scelte sbagliate della panchina. Vanoli, ha fatto recentemente autocritica, ammettendo di non essere riuscito a inoculare nel suo gruppo una certa mentalità. E questa, appunto, è una precisa responsabilità da ricondurre all’allenatore. 

La società, però, non pensa all’esonero: ha deciso di proseguire con Vanoli. Naturalmente anche ieri è stata una lunga giornata di riflessioni su questo argomento. Il quadro comunque va monitorato. Tutte è nella mani di Paratici: la sue esperienze e le sue conoscenze sono quanto mai necessarie. Ha il bastone del comando in mano e da lui ci dobbiamo aspettare soluzioni anche se il diesse non può far gol né evitarli… Nel mezzo a questa tristezza generale si scorgono almeno i guizzi di Solomon, l’israeliano è al secondo centro consecutivo, gli scatti di Harrison, il ritorno al gol di Kean e la regia consapevole di Fagioli. La sensazione è con questi ultimi due Paratici abbia usato le parole giuste. Speriamo

Gudmundsson tiene in apnea la Fiorentina per il suo infortunio: distorsione alla caviglia, ma per scongiurare altre criticità non è escluso che oggi l’islandese venga sottoposto ad ulteriori accertamenti. Ancora non è possibile quantificare il periodo di assenza dai campi di gioco, ma nella migliore delle ipotesi si parlerà di 15-20 giorni. E purtroppo nel frangente più delicato della stagione.  


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