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ANTONELLI A FV: "VLAHOVIC VIA? A CERTE CIFRE, IMPOSSIBILE RIFIUTARE. BELOTTI FATTIBILE"

di Niccolò Santi

Di qui a breve potrebbe verificarsi un giro di punte che vedrebbe Harry Kane trasferirsi al Manchester City, Dusan Vlahovic a quel punto braccato dal Tottenham e Andrea Belotti scelto come successore del serbo. "L'eventuale operazione Kane scatenerebbe un effetto domino che potrebbe muovere anche Vlahovic. Ma se la prima trattativa non si sbloccasse, per il classe 2000 rimarrebbe tutto fermo" spiega l'operatore di mercato, Stefano Antonelli, in esclusiva a FirenzeViola.it.

Anche l'Inter, se il Chelsea decidesse di tentare l'affondo per Lukaku, potrebbe pensare a Vlahovic...
"A meno che non arrivino 80-90 milioni subito, sul fronte Lukaku non mi aspetto niente. Ad ora è molto difficile".

Ma oggi quanto converrebbe alla Fiorentina vendere il centravanti serbo?
"Quando si parla di cifre alte, a livello aziendale si deve fare qualche ragionamento. I tifosi ovviamente non se ne priverebbero mai, ma la domanda è: fino a gennaio cosa pensavano di Vlahovic?".

Quando dice "cifre alte" cosa intende?
"Dai 50 milioni in su. Se poi, estremizzando, sono 80, è quasi impossibile rifiutare. Significherebbe avere in casa la terza/quarta punta più forte al mondo per valutazione. Ma 60 milioni sarebbe già un prezzo incredibile per il mercato che viviamo".

In caso di cessione, la Fiorentina si potrebbe cautelare con Andrea Belotti. È fattibile?
"Certo, quando hai in mano 60 milioni puoi fare mille ragionamenti e costruire una squadra importantissima. Oltre a coltivarti in casa il futuro Vlahovic".

Infine, cosa si aspetta dal mercato viola?
"La Fiorentina ha un organico già ampio e costituito da giocatori importanti. Dovrà solo definire gli equivoci di Milenkovic e Pezzella. Probabilmente anche di Amrabat. Se il club deciderà di metterli sul mercato, ricaverà diversi soldi e allora potrà pensare alle entrate. Ma io vi dico che mi fido molto di Italiano".

In che senso?
"Mi fido del suo dialogo con la società e la squadra: creerà un credo secondo cui chi rimane a Firenze deve farlo senza equivoci e malumori, pensando al capoluogo toscano come un punto di arrivo".