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BOJINOV A FV, VI RACCONTO VLAHOVIC E BLEKI. DALLA CINA A KALINIC DICO...

di Luciana Magistrato

"Vlahovic e Milenkovic, che affare per la Fiorentina. Sono due giovani di grande prospettiva, ve li raccomando". A parlare in esclusiva a Firenzeviola.it è l'ex attaccante viola Valeri Bojinov che a metà febbraio si è trasferito dal Partizan, dove giocava con i due talenti presi dalla Fiorentina, in Cina, al Meizhou Kejia Football Club.

Partiamo dall'inizio, perché la Cina?
"Ho scelto la Cina perché mi hanno offerto un contratto importante per otto mesi, che difficilmente uno può rifiutare sinceramente. I soldi non sono tutto ma sono importanti, dai. Poi io giocavo nel Partizan dove non guadagnavo chissà quanto e in un campionato come quello serbo più adatto ai giovani dal quale io, a 31 anni, non potevo certo aspirare ad una grande squadra europea, anche se mai dire mai. Comunque, al di là dei soldi, volevo fare questa esperienza in Cina per conoscerne la cultura e il campionato. Qui ci sono una mentalità e una cultura differenti anche nel calcio e adeguarsi è comunque difficile perché ci sono solo tre stranieri e quindi devi giocare con tanti ragazzi cinesi; puoi fare la differenza è vero ma dipende anche dalla loro forza e qualità".

Ha sbagliato allora Kalinic a non venire?
"Se io avessi giocato nella Fiorentina e fossi stato il giocatore importante per i viola che è lui, difficilmente mi sarei spostato dall'Italia e da Firenze perché conosco la piazza e si sta bene. Inoltre se fai bene in Italia ti vedono in tutto il mondo, se fai bene in Cina ti vedono solo qui. Qua vieni perché per una questione di marketing, per soldi e perché uno vuolerestare e farsi notare nel mercato asiatico e cinese. Tutti scappano e vengono qua perché quello che offrono qui economicamente non glielo offrirebbe nessun altro".

Dell'esperienza Fiorentina che ricordi hai?
"Io di Firenze posso parlare solo bene, anche se calcisticamente la mia esperienza non è stata il massimo. Ma sono stato accolto bene da tutti i tifosi, le aspettative erano altissime e non è andata come doveva andare e di questo mi dispiace ma non sputerei mai dove ho mangiato anche perché sono felice ed orgoglioso di aver indossato la maglia viola, soprattutto per i tifosi che erano e sono il dodicesimo uomo. Arrivai lì a 18 anni e la società mi fece un contratto molto importante in una grande squadra. Giocare nella Fiorentina non capita tutti i giorni, è una piazza in cui hanno giocato Bati e Rui per citare alcuni grandi campioni, io ho iniziato lì la mia carriera e gliene sono riconoscente"

Che Fiorentina era la tua?
"Era il gruppo di Luca Toni, Dainelli, Montolivo, Gamberini e Pazzini ed eravamo sempre insieme, anche a cena. Tutti bravi e simpatici, soprattutto Toni era un simpaticone. Quell'anno poi fece 32 gol e ci regalò ad ognuno un orologio tanto che più che i miei gol mi ricordo i suoi 32 ed anche l'orologio che mi regalò per festeggiare" ride.

Dal Partizan arrivano due giovani che tu conosci bene, ce li descrivi?
"Sono stato con loro fino a 10 giorni fa ed ho condiviso con uno un anno e mezzo e con l'altro un anno. Se è vero che la Fiorentina li ha preso ha fatto un affare. Il Partizan ha un settore giovanile importante, con giovani forti e talentuosi che ogni anno escono. Va inteso come un investimento e ci vuole tempo, bisogna ancora lavorare su di loro ma conosco Corvino e so che ama prendere e valorizzare i giovani, come ha fatto con Bojinov, Vucinic, Jovetic, Ljajic e tanti altri. Ha fatto bene insomma, sono giovani ma hanno tanta qualità. In particolare Vlahovic, che è un attaccante come me, mi piace tanto. Milenkovic è stato mio compagno nell'ultimo ritiro. Che tipo è? Lo chiamavamo Bleki, è un ragazzo molto timido ed umile, che parla poco. E' un po' disordinato in camera ma appena arrivato l'ho messo subito in riga - ride - e gli ho detto che se voleva andare in Italia nello spogliatoio o peggio in camera con giocatori come Totti o Buffon non poteva comportarsi così. Ha capito subito ed ha iniziato ad avere ordine e disciplina. Inoltre ha personalità, non ha paura, è umile e mi piace molto sia come persona che come giocatore. E' giovane, ha qualità e un futuro davanti".

Le critiche di questo periodo a Corvino?
"Ne posso parlare solo bene perché se non fosse stato per lui non sarei Valeri Bojinov. Lui mi ha scoperto e mi ha dato la possibilità e la fortuna di diventare quello che sono, grazie a lui e al figlio Romualdo che è stato mio procuratore, ed anche se le strade si sono divise ogni tanto li sento. Il direttore l'ho sentito dieci giorni fa, gli sono grato e posso dirgli solo grazie con il cuore. Quando le cose non vanno bene in stagione è normale che ci siano delle critiche verso tutti ma c'erano problemi di giocatori ed economici con soldi spesi male precedentemente ed ora che è tornato e avrà la possibilità di diminuire i costi potrà poi portare giocatori importanti. Lui sa fare il suo lavoro, è il numero uno e la piazza deve dargli fiducia perché riporterà la Fiorentina dove conta, ossia in Champions League. Se può tornare Prandelli? Se torna a maggior ragione insieme possono tornare un Champions".

Il tuo saluto a Firenze? "In bocca al lupo, speriamo che la Fiorentina torni dove si merita e dove tutti i tifosi vogliono vederla. Un saluto a tutti i tifosi"